Sull’applicazione del cd. silenzio-assenso orizzontale
Il TAR Veneto illustra gli orientamenti sviluppatisi intorno all’art. 17-bis della l. n. 241/1990, non esprimendosi peraltro in favore dell’uno o dell’altro.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto illustra gli orientamenti sviluppatisi intorno all’art. 17-bis della l. n. 241/1990, non esprimendosi peraltro in favore dell’uno o dell’altro.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto lascia trasparire un’interpretazione ampia dell’obbligo di corrispondenza tra motivi ostativi comunicati al privato e controdeduzioni – effettivi motivi di rigetto, ritenendola soddisfatta nel caso in cui le seconde costituiscano un’esplicazione delle prime a seguito delle osservazioni del privato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto evidenzia che il parere rilasciato dalla Soprintendenza ai fini di verifica della compatibilità paesaggistica è funzionale al rapporto tra le due Amministrazioni, non essendoci quindi l’obbligo di comunicare i motivi ostativi al rilascio del parere positivo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Napoli ha approvato l’operato di un Comune che, a fronte della CILA di un privato, avendo accertato però l’esecuzione di opere abusive configuranti nel complesso una ristrutturazione edilizia pesante, ha applicato quale norma sanzionatoria l’art. 33 d.P.R. 380/2001.
Post di Alberto Antico – avvocato
La Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) in sede di rinvio pregiudiziale, con riferimento all’art. 53, co. 5-6 d.lgs. 50/2016 (cd. secondo codice appalti, oggi sostituito dal d.lgs. 36/2023), ha affermato che il diritto dell’UE osta a una disciplina nazionale in materia di aggiudicazione di appalti pubblici, che richiede che l’accesso alla documentazione contenente segreti tecnici o commerciali trasmessa da un offerente sia concesso a un altro offerente, qualora tale accesso sia necessario al fine di garantire il diritto alla tutela giurisdizionale effettiva di quest’ultimo nell’ambito di una procedura connessa all’aggiudicazione dell’appalto, senza che tale disciplina consenta agli enti aggiudicatori di procedere a un bilanciamento tra tale diritto e le esigenze relative alla tutela dei segreti tecnici o commerciali.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha ravvisato la caratteristica della permanenza (la quale esclude la possibilità di sanatoria) nei manufatti stabilmente ancorati al suolo mediante piedritti infissi nel terreno su fondazioni, con struttura portante metallica, agevolmente richiudibili ai lati.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto sottolinea che, in ipotesi di attestazione di agibilità non corrispondente allo stato dei fatti, il rimedio è quello di cui all’art. 21-nonies l. n. 241/1990 (annullamento in autotutela).
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il dott. Riccardo Renzi ha redatto sul tema la nota che pubblichiamo
Nel caso di specie, un Comune annullava in autotutela nel 2019 due concessioni edilizie del 1991 e 1992, omettendo la previa comunicazione di avvio del procedimento, basandosi su una nota della Procura della Repubblica secondo cui il fabbricato rurale oggetto delle concessioni risulterebbe edificato su terreno demaniale idrico, senza spiegare quale fosse l’interesse pubblico concreto ad annullarle, né spiegare se gli immobili erano stati costruiti in conformità al titolo, né offrire prova dell’eventuale falsità o del dolo nella documentazione originaria. A seguire, il Comune emanava la relativa ordinanza di demolizione.
Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha accolto l’impugnativa del privato.
Preliminarmente, sussiste la giurisdizione del TSAP quando l’oggetto della controversia è l’accertamento della natura demaniale idrica dell’area su cui insiste un manufatto, anche se il provvedimento impugnato ha natura edilizia.
L’esercizio del potere di autotutela richiede una compiuta istruttoria e un’adeguata motivazione che indichi i presupposti di fatto e di diritto del provvedimento di revoca o annullamento d’ufficio, nonché l’accertamento dell’interesse pubblico attuale, entro il termine di dodici mesi, salvo il caso di falsa rappresentazione dei fatti o di atti mendaci.
In tema di autotutela, specialmente quando incidente su situazioni giuridiche consolidate nel tempo, è doverosa la comunicazione di avvio del procedimento per garantire la partecipazione del destinatario.
L’ordine di demolizione, pur essendo atto vincolato, richiede una motivata descrizione delle opere abusive, della loro collocazione e della specifica ragione dell’abusività.
L’inerzia della P.A. nel fornire riscontri istruttori può essere valutata dal giudice come argomento di prova a favore del ricorrente, ai sensi dell’art. 64, co. 4 c.p.a. (nella specie, il Comune non ottemperava a due ordinanze istruttorie del TSAP).
Post di Alberto Antico – avvocato
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Regione Molise che, ai fini dell’autorizzazione degli impianti di telecomunicazione, poneva a carico degli operatori l’obbligo di prestare una fideiussione per gli oneri di ripristino ambientale.
Tale obbligo si traduceva in una prestazione di contenuto pecuniario (quale è la stipula di un contratto a titolo oneroso, ossia di una polizza fideiussoria), non espressamente prevista tra quelle tipizzate dal d.lgs. 259/2003, cd. Codice delle comunicazioni elettroniche.
Il divieto di aggravare il procedimento autorizzatorio costituisce una scelta che risponde a esigenze di uniformità e celerità nella realizzazione delle reti di telecomunicazione, per garantire un servizio più omogeneo e inclusivo nel territorio nazionale e promuovere l’accesso alle tecnologie digitali. Si tratta, dunque, di obiettivi fondamentali al fine di dare impulso alla coesione sociale ed economica, anche a livello locale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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