Secondo il T.A.R. Milano da quando il concorrente ha percepito l’illegittimità dell’atto tramite l’accesso agli atti, indipendentemente se l’ente abbia poi omesso di estrapolare copia dei provvedimenti lesivi, limitandosi alla loro mera visione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il Governo ha deciso di impugnare la l.r. Veneto n. 50/2019 contenente il cd. mini-condono regionale per presunta contrarietà con il principio fondamentale del "governo del territorio" di esclusiva spettanza statale: " Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato ventidue leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha quindi deliberato di impugnare: .... la legge della Regione Veneto 50 del 23/12/2019, recante “Disposizioni per la regolarizzazione delle opere edilizie eseguite in parziale difformità prima dell’entrata in vigore della legge 28 gennaio 1977, n. 10 (Norme in materia di edificabilità dei suoli)”, in quanto la legge, prevedendo la regolarizzazione amministrativa di opere edilizie, si pone in contrasto con i principi fondamentali stabiliti dalla legislazione statale in materia di governo del territorio, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione".
La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 30 del 21 febbraio 2020, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Consiglio di Stato, sez. VI, nell'ordinanza n. 94 del 01.03.2019 relativamente all'asserito contrasto tra l’art. 9, c. 8° bis, della legge della Regione Veneto 08/07/2009, n. 14, come introdotto dall'art. 10, c. 13°, della legge della Regione Veneto 29/11/2013, n. 32 e l’art. 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, della Costituzione.
Il thema decidendum riguardava la modalità di calcolo della percentuale di aumento dell’altezza, ovvero se questa dovesse riferirsi allo stesso edificio oggetto di ampliamento o, in alternativa, all'altezza dell’edificio circostante più alto, come sostenuto dal Comune di Castelfranco Veneto.
La Consulta, tuttavia, non ha dato soluzione al problema interpretativo suddetto, evidenziando la carenza di motivazione dell’ordinanza di rimessione del Consiglio di Stato, con precipuo riferimento alla “rilevanza” della questione di legittimità costituzionale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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L'Associazione Avvocati Mediatori di Vicenza è stata costituita nel 2015 da un gruppo di avvocati che svolgono la funzione di mediatori presso Organismi di Mediazione di Vicenza con lo scopo di: - essere strumento di collegamento e confronto fra gli avvocati mediatori; - perseguire la preparazione tecnica clei mediatori; - promuovere tra gli operatori del diritto il ricorso allo strumento della mediazione come conveniente strumento di risoluzione alternativa delle controversie.
L'idea guida è che il conflitto vada risolto preferibilmente in modo non autoritativo, attraverso la facilitazione della comunicazione e del raggiungimento dell'accordo tra le parti, affinché queste possano assumere, in piena autonomia e determinazione, la soluzione che piu soddisfa i loro interessi.
Venerdì 6 marzo 2020, ore 15.00 - 18.00, presso il Centro Congressi Confartigianato - Vicenza via Fermi, 201, si terrà il convegno: "Le buone pratiche nella mediazione: esperienze a confronto".
Le richieste di iscrizione e di partecipazione saranno gestite con il sistema SFEMBIT nella homepage dell'Ordine degli Awocati di Vicenza lwww.ordineawocativicenza. itf Sezione Formazione e Prenotazione Eventi.
It convegno è accreditato dal Consiglio dell'Ordine degliAwocati diVicenza' con il riconoscimento di n. 3 crediti formativi, di cui n. I in materia obbligatoria, ai fini dell'aggiornamento professionale.
Il T.A.R. Brescia indica come influisce il decorso del termine decennale sull’efficacia/vigenza dei Piano Particolareggiati che sono stati attuati soltanto in parte.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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La differenza è stata ribadita dal TAR Veneto: in particolare, solo i primi costituiscono provvedimenti diversi e autonomamente impugnabili.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Piemonte ha di recente ribadito che, nell’ambito dell’interpretazione del bando di gara, si segue la disciplina relativa all’interpretazione dei contratti ex artt. 1362 e ss. c.c.: il primo criterio da seguire è quello letterale; se le clausole però risultano comunque ambigue, è da preferirsi l’interpretazione favorevole all’ammissione dell’operatore economico, piuttosto che quella che lo escluderebbe, in ossequio al principio del favor partecipationis.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Nel caso di specie, un cittadino segnalava al Comune degli abusi edilizi realizzati da altro privato. Il Comune giungeva fino ad irrogare l’ordinanza di demolizione, poi rimaneva inerte.
Il TAR Veneto ha deciso che il cittadino segnalante può attivare l’azione avverso il silenzio inadempimento della P.A. ex art. 31 c.p.a.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Segnaliamo sul tema un interessante parere del Comitato consultivo della Avvocatura dello Stato.
Il parere prende le mosse da tre episodi accaduti nella sola Provincia di Genova, in cui i proprietari di terreni con evidenti problemi di dissesto geologico e relativo rischio di franamento su condomini e strade pubbliche sottostanti, nonché i titolari di appartamenti dichiarati pericolanti ed inabitabili, hanno rinunciato alle rispettive proprietà sul presupposto che i beni resisi vacanti siano acquisiti in proprietà dello Stato ai sensi dell’art. 827 c.c., con conseguente accollo in capo all’erario di tutti i costi necessari per le opere di consolidamento, demolizione e manutenzione relativi ai beni stessi.
L'Avvocatura suggerisce al Demanio di valutare se esperire l'azione di nullità di tali rinunzie.
Il TAR Veneto ha affermato che, dai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, discende un dovere di cooperazione della P.A. appaltante nei confronti dell’appaltatore: l’Amministrazione deve osservare tutti quei comportamenti che, a prescindere da specifici obblighi contrattuali e dal generale dovere del neminem laedere, siano necessari affinché l’appaltatore possa realizzare il risultato cui è preordinato il rapporto obbligatorio e appaiano idonei a preservare gli interessi di quest’ultimo.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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