Piano e vincoli
Il T.A.R. ricorda la distinzione tra i cd. vincoli ricognitivi e quelli cd. costitutivi che la Pubblica Amministrazione può inserire nei propri strumenti urbanistici generali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda la distinzione tra i cd. vincoli ricognitivi e quelli cd. costitutivi che la Pubblica Amministrazione può inserire nei propri strumenti urbanistici generali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto afferma che la disciplina del Piano Casa per le zone improprie non può essere limitata sempre e solamente al solo cambio d’uso, senza alcun possibile bonus volumetrico.
Il Giudice ha infatti affermato che, nel caso di un intervento di riqualificazione mediante demolizione e ricostruzione, con contestuale cambio d’uso che porti la zona da impropria a propria, devono essere concessi i relativi bonus premiali, in quanto non sussiste più l’ostacolo costituito dalla natura di zona impropria.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ha offerto principi utili in materia: in particolare, il Piano di Area costituisce uno strumento di pianificazione dai contenuti analoghi al PRTC; le sue finalità tipiche comprendono, ma non esauriscono, quelle di tutela dell’ambiente naturalistico.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il superbonus 110% si applica anche agli edifici che sono stati demoliti e ricostruiti con incremento del volume previsto dal cd. piano Casa. Infatti, l’attuale formulazione del concetto di ristrutturazione edilizia prevista dall’art. 3, c. 1, lett. d) del d.P.R. n. 380/2001 comprende anche tali interventi di demo-ricostruzione con incremento di volume.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
L'avv. Domenico Chinello, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota, che volentieri pubblichiamo, su una sentenza del TAR Campania di Salerno.
Il Tribunale conferma che il rilascio o la validità/efficacia di un titolo edilizio non possono essere subordinate dal Comune al versamento degli oneri.
Chinello_I titoli edilizi non sono subordinati al versamento degli oneri
Il TAR Veneto ricorda che l’estensione del suo sindacato, nel caso di un provvedimento di archiviazione di un’istanza di annullamento in autotutela, non può andare oltre a quanto già analizzato dalla P.A.
Pertanto, se l’Amministrazione non ha a suo tempo contestato la mancanza del “termine ragionevole” per la presentazione dell’istanza medesima, non sarà possibile eccepire l’inammissibilità e/o irricevibilità del ricorso avverso l’archiviazione per tardività.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ha offerto utili principi in materia.
Nel caso di specie, il Comune dovrà restituire il contributo previo scomputo di una somma corrispondente ai lavori per un ingente scavo, realizzato prima della decadenza del titolo edilizio.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Veneto ricorda che, nel rivalutare un’istanza di annullamento in autotutela il cui primo rigetto sia stato annullato dal Giudice Amministrativo, la P.A. deve valutare, quale interesse pubblico concreto all’autotutela, non solo il ripristino della legalità violata, ma anche gli interessi tutelati dalla norma violata.
Ciò posto, l’Amministrazione avrà anche l’obbligo di verificare, nel caso concreto, se sussista un legittimo affidamento del terzo che subirebbe le conseguenze dell’annullamento d’ufficio: questo potrà essere valutato sulla base del tempo trascorso dall’adozione del provvedimento e del comportamento della P.A. e dei terzi (l’una permissiva, l’altro inerte) nel corso del tempo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il T.A.R. Brescia fornisce l’interpretazione dell’art. 30 comma 3 bis d.l. n. 69/2013 secondo cui: “Il termine di validità nonché i termini di inizio e fine lavori nell'ambito delle convenzioni di lottizzazione di cui all'articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, ovvero degli accordi similari comunque nominati dalla legislazione regionale, stipulati sino al 31 dicembre 2012, sono prorogati di tre anni”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Li ha offerti il TAR Veneto, in un caso in cui l’offerta del concorrente presentava numerosi fattori di disallineamento del costo del lavoro rispetto ai parametri tabellari medi, suscettibili di incidere sul rispetto dei minimi salariali.
Benché tale scostamento sia di per sé solo sintomo dell’anomalia dell’offerta, ove i profili di disallineamento si presentino significativi e non inidonei ad inficiare la sostenibilità dell’offerta ed il rispetto dei minimi salariali, devono essere effettivamente valutati.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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