Author Archive for: SanVittore

Conseguenze di un PUA scaduto

28 Set 2021
28 Settembre 2021

Il TAR Veneto ricorda che, alla scadenza, le prescrizioni di un PUA diventano inefficaci per le parti in cui non hanno avuto attuazione, eccetto l’obbligo di rispettare allineamenti e prescrizioni di zona previsti dal Piano; rimangono inoltre in piedi le obbligazioni assunte dai soggetti attuatori, incluse quelle aventi ad oggetto la cessione delle aree destinate alle opere di urbanizzazione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

A volte ritornano: il reato di abuso d’ufficio*

27 Set 2021
27 Settembre 2021

Per gentile concessione dell'autore Prof. Avv. Riccardo Borsari e del direttore della rivista SP Sistema Penale Prof. Gianluigi Gatta, pubblichiamo un articolo sul reato di abuso d'ufficio, come risultante a seguito della riforma del delitto di abuso d’ufficio per effetto del d.l. 16 luglio 2020, n. 76 (convertito con modificazioni dalla l. 11 settembre 2020, n. 120).

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*https://www.sistemapenale.it/it/articolo/borsari-a-volte-ritornano-riforma-abuso-ufficio

*https://www.sistemapenale.it/

Necessità di coerenza tra le disposizioni del PAT e quelle del P.I.

27 Set 2021
27 Settembre 2021

Il TAR Veneto ricorda che il P.I. non può andare contro le disposizioni previste dal PAT.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Limiti della discrezionalità amministrativa in materia urbanistica

27 Set 2021
27 Settembre 2021

Il TAR Veneto ha annullato la Variante a uno strumento urbanistico in cui, contrariamente a tutte le risultanze istruttorie e agli atti prodromici adottati, è stata improvvisamente e senza alcuna ragione tolta la potenzialità edificatoria di un’area in sede di approvazione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Quali elementi occorrono per qualificare una strada “ad uso pubblico”?

27 Set 2021
27 Settembre 2021

Il TAR Veneto afferma che devono essere dimostrati tre elementi per poter qualificare una strada “ad uso pubblico”: 1. esercizio del passaggio e del transito da una pluralità di persone appartenenti ad un ambito territoriale; 2. concreta idoneità della strada a soddisfare le esigenze di carattere generale e pubblico; 3. valido titolo volto a sostenere l’utilizzo della stessa da tempo immemorabile. Questi elementi, tuttavia, non sono necessari se la strada è già inserita nell’elenco delle strade ad uso pubblico.

Post di Brenda Djuric – Dott. ssa in Giurisprudenza

Termine per l’annullamento in autotutela in caso di dichiarazioni false

26 Set 2021
26 Settembre 2021

Il TAR Veneto afferma che, in un caso di autotutela da parte dell’Amministrazione a seguito dell’accertamento di dichiarazioni false che abbiano indotto in errore il Comume, il termine per l’esercizio del relativo potere di annullamento deve essere fatto partire dal momento della conoscenza esatta di tale falsità.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Affidamento nelle istanze di sanatoria

24 Set 2021
24 Settembre 2021

Il TAR Veneto ricorda che le valutazioni sottese al rilascio dei titoli in sanatoria sono interamente vincolate, e pertanto non è valorizzabile l’eventuale affidamento del privato in merito alla sanabilità delle opere.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Sorte dei vincoli monumentali imposti prima del Codice dei Beni Culturali

24 Set 2021
24 Settembre 2021

Il TAR Veneto ricorda che i vincoli monumentali imposti prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) sono stati fatti salvi dal Codice medesimo, e pertanto devono ritenersi ancora sussistenti.

Post di Alessandra Piola – avvocato

È assolutamente indispensabile l’abuso dell’arma per poter revocare la licenza?

24 Set 2021
24 Settembre 2021

Il TAR Veneto afferma che la revoca del porto d’armi per abuso dell’arma è presupposto previsto dagli artt. 10, 11, 39, e 43 del R.D. n. 773 del 1931, ma non è esclusivo, poiché anche l’omissione delle cautele necessarie ad impedire un utilizzo dell’arma da parte dei soggetti non autorizzati può portare alla revoca della licenza. L’inaffidabilità, ad esempio, è valido motivo per il ritiro della licenza, senza neppure la necessità di dimostrare l’avvenuto abuso.

Post di Brenda Djuric – Dott. ssa in giurisprudenza

Il superbonus 110%, gli immobili con qualche abuso o difformità e il giudice penale

23 Set 2021
23 Settembre 2021

Alcuni interventi col superbonus 110% appaiono incamminati su sentieri insidiosi e scivolosi.

In data 14 settembre 2021 ho pubblicato su Italiaius un post sul superbonus 110%, esaminando l'articolo 119 del D.L. 19/05/2020, coordinato con il D.L. 77/2021, dopo la conversione in legge (con la legge 108 del 2021).

Il comma 13-ter di tale articolo stabilisce che gli interventi del superbonus, anche qualora riguardino le parti strutturali degli edifici o i prospetti, con esclusione di quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).

Il comma 13-ter aggiunge che: "Nella CILA sono attestati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell'immobile oggetto d'intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero è attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967. La presentazione della CILA non richiede l'attestazione dello stato legittimo di cui all' articolo 9-bis, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".

Il comma 13-quater precisa poi che: "Fermo restando quanto previsto al comma 13-ter, resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell'immobile oggetto di intervento".

Dunque gli interventi col superbonus non hanno alcun effetto di sanatoria sugli abusi edilizi esistenti prima dell'intervento.

Ma cosa ne penserà il giudice penale, che ritiene reato qualsiasi intervento su un immobile abusivo?

Ricordiamo, infatti, cosa dice la Corte di Cassazione penale sugli interventi su immobili abusivi non sanati, in relazione al reato di cui all'art. 44 del d.P.R. n. 380/2001: “tale impostazione, tuttavia, avrebbe una sua valenza nel caso in cui fosse certo che il titolo autorizzatorio fosse legittimo, mentre, in caso contrario, sarebbero idonee ad assumere rilievo penale anche mere condotte manutentive, dovendosi richiamare la costante e condivisa affermazione di questa Corte (cfr. ex multis Sez. 3, n. 48026 del 10/10/2019, Rv. 277349 e Sez. 3, n. 38495 del 19/05/2016, Rv. 267582), secondo cui, in tema di reati edilizi, qualsiasi intervento effettuato su una costruzione realizzata abusivamente, ancorché l'abuso non sia stato represso, costituisce una ripresa dell'attività criminosa originaria, che integra un nuovo reato, anche se consista in un intervento di manutenzione ordinaria, perché anche tale categoria di interventi edilizi presuppone che l'edificio su cui si interviene sia stato costruito legittimamente” (Cass. pen. n. 27993/2020).

Io mi limito a segnalare la questione: poi eventualmente sarà il giudice penale a valutarla.

Questi pasticci succedono quando al legislatore manca la visione dell'ordinamento giuridico e crea ingranaggi giuridici che si inseriscono un po' a caso nel sistema, senza un ordine logico.

Cassazione-27993-2020

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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