Il T.A.R. ricorda che, nel caso di impugnazione di uno strumento urbanistico generale, nel caso di specie variante al PAT ed al PI, occorre dimostrare il pregiudizio effettivamente subito.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Pubblichiamo una nota dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Cultura e una circolare dello stesso Ministero sulla interpretazione della definizione di ristrutturazione edilizia per gli immobili sottoposti al vincolo paesaggistico: riguarda tutti gli edifici ricadenti nelle relative aree, con la conseguenza che per tutti questi "gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche dell’edificio preesistente e non siano previsti incrementi di volumetria".
Il T.A.R. ricorda che i provvedimenti amministrativi devono essere motivati in modo chiaro ed esaustivo. Nel caso di specie è stata annullata un’ordinanza del Comune di Jesolo relativa al collocamento di cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi in prossimità di alcune abitazioni, nonché il susseguente rigetto di annullamento in autotutela della stessa, non avendo quest’ultimo atto indicato puntualmente le alternative “non percorribili” alla loro collocazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha ricordato che l’art. 3, co. 3 l. 241/1990 ammette la motivazione per relationem, nella parte in cui stabilisce che le ragioni della decisione possono risultare anche da un altro atto dell’amministrazione richiamato o indicato dalla decisione stessa.
Nel caso di specie, la realizzazione in area agricola di un piazzale di superficie pari a quasi 2500 mq, inghiaiato, adibito a parcheggio per l’attività di autotrasporti non può essere condonata ai sensi del punto 6, tabella C allegata al d.l. 269/2003 (opere […] non valutabili in termini di superfici o volumi), poiché tale norma deve essere applicata ai soli casi di abusi marginali, quali l’apertura di una finestra, l’aggiunta di una scala esterna o simili.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 2021 il ricorso alla Corte Costituzionale contro l'articolo 7 della l.r. del Veneto n. 19 del 2021, in materia di stato legittimo degli immobili, redatto dalla Avvocatura dello Stato su impulso del Governo
Il TAR Veneto ha annullato un diniego di riclassificazione urbanistica, motivato dal Comune in ragione della mancata approvazione del P.A.T. e del RECRED (registro dei crediti edilizi): la P.A. non può rigettare l’istanza del privato sulla base del proprio inadempimento o comunque di inerzie o ritardi nell’approvazione di provvedimenti ad adozione obbligatoria, ma deve valutare l’istanza sottoposta al suo vaglio alla luce della disciplina urbanistica vigente.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha ricordato che le controversie concernenti il riconoscimento del diritto all’indennizzo per reiterazione di vincoli di inedificabilità sostanzialmente espropriativi appartengono alla giurisdizione del G.O. e alla competenza in unico grado della Corte d’appello ex art. 39, co. 3 d.P.R. 327/2001.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Nel caso di specie, una società realizzava un intervento edilizio sfruttando una possibilità di ampliamento riconosciuta a mezzo di apposita variante e con l’approvazione di una puntuale scheda tecnica, in favore del proprio specifico stabilimento industriale. Una seconda società, venditrice dei terreni in oggetto, avanzava ricorso facendo valere la clausola del contratto di vendita con la quale si era riservata ogni diritto edificatorio sui terreni venduti.
Il TAR Veneto ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza d’interesse, dal momento che la capacità edificatoria contestata non era “esportabile” al fine di realizzare interventi di diversa natura su altri terreni, in quanto legata all’esigenza di ampliare quel determinato opificio.
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Il T.A.R. ricorda che l’accesso agli atti permette di posticipare il termine per impugnare l’aggiudicazione solo se il documento pretermesso sia indispensabile per comprendere il contenuto dell’offerta del primo classificato-aggiudicatario, come già previsto dall’Ad. Pl. n. 12/2020.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dei principi di diritto affermati dall’Adunanza Plenaria, con la sent. n. 16/2020.
Devono essere distinte due ipotesi di esclusione del concorrente per falsità delle dichiarazioni rese nell’offerta ex art. 80, co. 5 d.lgs. 50/2016:
- l’attuale lett. c-bis richiede una valutazione discrezionale della Stazione appaltante sull’opportunità di escludere un concorrente che abbia commesso falsità nelle dichiarazioni finalizzate all’adozione dei provvedimenti di ammissione alla gara, selezione delle offerte e aggiudicazione;
- la lett. f-bis ha natura residuale rispetto alla lettera precedente (e in quanto tale, di difficile applicazione) e prevede l’esclusione automatica del concorrente che abbia commesso altri tipi di falsità dichiarativa.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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