Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che è in re ipsa l’interesse pubblico ad un provvedimento di autotutela che eviti l’illegittima erogazione di fondi pubblici.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che l’oggetto della Valutazione di Impatto Ambientale sono i possibili impatti che il progetto da valutarsi potrebbero avere sull’ambiente; non potrebbe quindi rilevare la scoperta, durante un sopralluogo in un impianto di trattamento, di comportamenti ascrivibili alla condotta di gestione illecita di rifiuti, in quanto concernenti le concrete e occasionali modalità di gestione dei rifiuti.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ricordato che l’aggiudicazione provvisoria (rectius, proposta di aggiudicazione) non fa nascere in capo all’operatore economico selezionato il diritto soggettivo alla stipula del contratto, poiché sino al momento dell’aggiudicazione definitiva la Stazione appaltante può sempre riesaminare il procedimento di gara al fine di emendarlo da eventuali errori commessi o da illegittimità verificatesi, senza bisogno di rispettare i requisiti del potere di autotutela.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ricordato l’amplissima discrezionalità di cui gode la P.A. in questa materia, al punto che il giudizio di non affidabilità è giustificabile anche in situazioni che non hanno dato luogo a condanne penali o misure di pubblica sicurezza, ma a situazioni genericamente non ascrivibili a buona condotta.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che il termine ultimo per presentare l’istanza di condono era il 31.03.2003, e non il 01.10.2003, come invece proponeva il ricorrente.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il T.A.R. Milano, con precipuo riferimento al pagamento degli oneri concessori connessi alla domanda di condono edilizio, afferma che il termine di prescrizione decennale decorre da quando la pratica è completa di tutti i documenti e, quindi, l’ente ha potuto calcolare l’oblazione dovuta.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Trento spiega perché il divieto previsto dall’art. 34, c. 2 c.p.a. di pronunciarsi, a livello giurisdizionale, su poteri pubblici non ancora esercitati, in realtà, è stata stemperato dagli approdi giurisprudenziali e dottrinali, nonché da alcune disposizione dello stesso c.p.a.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che la mancata impugnazione dell’atto sopravvenuto (nel caso di specie, la norma del P.I. successiva che ha previsto un limite alle possibilità di insediamento delle grandi strutture di vendita, solo in alcune sottozone) comporta l’improcedibilità del ricorso avverso la delibera che definisce le aree degradate ai sensi delle l. R.V. n. 50/2012. Questo anche se i due atti comunali hanno natura diversa (da un lato pianificatoria, dall’altro conclusione di un procedimento amministrativo a seguito di manifestazione di interesse, ai sensi del Regolamento n. 1/2013): e infatti, ritiene il Giudice, è innegabile che la disposizione urbanistica incida direttamente sull’interesse del privato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto afferma che la dichiarazione di sospensione dei lavori (nonché quella, successiva, di ripresa dei lavori) ha valenza lato sensu confessoria, pur riguardando un evento futuro: pertanto, non potrebbe semplicemente essere smentita a distanza di anni dal privato, sostenendo che i lavori non si sarebbero mai interrotti.
Si tratta infatti di espressione del principio di autoresponsabilità, tale per cui il soggetto si assume le conseguenze delle proprie dichiarazioni, anche relativamente all’apparenza della situazione di fatto.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Campania torna in modo inequivocabile sulla necessità della "doppia conformità sismica" fonte e presupposto della doppia conformità edilizia.
Cita in forma ampia la sentenza della Corte Costituzionale n 101/2013 sul tema.
Essendo assente l'autorizzazione sismica al momento della realizzazione dell'abuso, il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo che sia irrilevante la conformità sismica al momento della domanda di sanatoria edilizia.
Dalla sentenza sembra di capire che il TAR non ritenga ammissibile la autorizzazione sismica postuma (che, invece, era stata ammessa dal Consiglio di Stato in una sentenza pubblicata su questo sito in data 23 maggio 2022).
Scrive il TAR La mancanza dell’ottenimento dell’autorizzazione sismica all’epoca della realizzazione degli abusi determina di per sé sola il respingimento della domanda principale e di quella subordinata per la parte relativa ai garage interrati, essendo chiaro che anche per questi ultimi fosse indispensabile il rilascio dell’autorizzazione sismica prima dell’inizio dei lavori.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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