Author Archive for: SanVittore

In zona sismica, ogni opera non autorizzata è abusiva, salva la manutenzione ordinaria

30 Ago 2023
30 Agosto 2023

La Corte di cassazione penale ha affermato che, in materia di reati antisismici, integra la contravvenzione di cui all’art. 95 d.P.R. 380/2001 qualsiasi intervento edilizio, con la sona eccezione di quelli di semplice manutenzione ordinaria, effettuato in zona sismica, comportante o no l’esecuzione di opere in conglomerato cementizio armato, che non sia preceduto dalla previa denuncia al competente ufficio con presentazione di un progetto redatto da tecnico abilitato, o per il quale non sia stato rilasciato il titolo abilitativo, i cui lavori non siano stati svolti sotto la direzione di professionista abilitato.

Nessun rilievo assumono i materiali di costruzione, né l’eventuale natura precaria dell’intervento.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

Condanna al pagamento di interessi legali ex art. 1284 c.c: la parola passa alla Corte di Cassazione

30 Ago 2023
30 Agosto 2023

 In sede di opposizione al precetto, il Tribunale di Milano sottopone alla Corte di Cassazione, ex art. 363 bis c.p.c., la questione relativa alla condanna al pagamento degli interessi legali di cui all'art. 1284 c.c. in assenza di specifica qualificazione da parte del giudice di merito: si fa riferimento al tasso previsto dal primo comma o a quello previsto dal quarto comma dell'art. 1284 c.c?

In particolare si pone il problema se gli interessi maggiorati spettino solo per l'inadempimento delle obbligazioni sorte da un contratto o anche per le obbligazioni extracontrattuali.   

Post di Diego Giraldo – avvocato

Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione

29 Ago 2023
29 Agosto 2023

Il decreto ministeriale del 3 agosto 2023 (GU n.193 del 19-8-2023) approva il nuovo Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione. Il piano ha l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di prodotti, servizi e lavori sostenibili da parte delle amministrazioni pubbliche, al fine di ridurre l’impatto ambientale dei loro consumi.

Il piano si basa su quattro principi fondamentali:

  • Prevenzione dell’inquinamento: il piano mira a ridurre l’impatto ambientale dei consumi pubblici sin dall’inizio, attraverso la prevenzione dell’inquinamento e l’utilizzo di prodotti e servizi sostenibili.
  • Riciclaggio e riutilizzo: il piano promuove il riciclaggio e il riutilizzo dei materiali, al fine di ridurre la produzione di rifiuti.
  • Efficienza energetica: il piano promuove l’efficienza energetica, al fine di ridurre il consumo di energia e le emissioni di gas serra.
  • Sostenibilità sociale: il piano promuove l’utilizzo di prodotti e servizi sostenibili dal punto di vista sociale, al fine di promuovere la giustizia sociale e il benessere delle persone.

Il piano si articola in tre sezioni:

  • La prima sezione definisce gli obiettivi e le azioni del piano. Gli obiettivi principali del piano sono:
    • Ridurre l’impatto ambientale dei consumi pubblici del 20% entro il 2030.
    • Aumentare la quota di prodotti e servizi sostenibili utilizzati dalle amministrazioni pubbliche.
    • Migliorare l’efficienza energetica delle amministrazioni pubbliche.
  • La seconda sezione definisce i criteri ambientali minimi (CAM) per le categorie di prodotti, servizi e lavori più rilevanti dal punto di vista ambientale. I CAM sono obbligatori per le amministrazioni pubbliche che li acquistano.
  • La terza sezione definisce le modalità di monitoraggio e valutazione del piano.

Il piano è un documento importante per promuovere la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione. Il piano fornisce un quadro di riferimento chiaro e completo per le amministrazioni pubbliche che intendono ridurre l’impatto ambientale dei loro consumi.

Ecco alcuni punti salienti del piano:

  • Il piano prevede l’introduzione di nuovi CAM per le seguenti categorie di prodotti, servizi e lavori:
    • Acquisti di prodotti alimentari
    • Acquisti di prodotti per la pulizia e la manutenzione
    • Acquisti di arredi e attrezzature per uffici
    • Acquisti di veicoli
    • Acquisti di energia elettrica
    • Acquisti di calore
    • Acquisti di acqua
    • Acquisti di servizi di smaltimento dei rifiuti
  • Il piano prevede la revisione dei CAM esistenti per garantire che siano sempre aggiornati e in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
  • Il piano prevede il monitoraggio e la valutazione periodica dei risultati del piano, al fine di garantire il suo successo.

Il piano è stato approvato in considerazione degli eventi con rilevante impatto socio-economico che hanno avuto luogo negli ultimi anni, quali la pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina. Questi eventi hanno evidenziato la necessità di un approccio più sostenibile all’economia e ai consumi.

ATTO COMPLETO

Post di Daniele Iselle

Requisiti per la fiscalizzazione dell’abuso

29 Ago 2023
29 Agosto 2023

Nel caso di specie, il privato provava a sostenere che la fiscalizzazione dell’abuso ex art. 34 d.P.R. 380/2001 può essere disposta non soltanto nel caso in cui la rimozione delle parziali difformità determini un pregiudizio statico alla parte conforme, ma anche nel caso in cui l’intervento demolitorio possa incidere sulla funzionalità dell’edificio.

Il TAR Veneto ha invece affermato che possono essere prese in considerazione solo le ipotesi di cedimento riferite alla statica dell’intero edificio, ossia quelle implicanti il rischio di rovina del fabbricato nel suo complesso, non essendo rilevanti sotto il profilo urbanistico le semplici limitazioni funzionali che l’edificio potrebbe subire a causa della perdita della volumetria abusiva. Parimenti, non rilevano i danni riparabili, e dunque temporanei, che l’intervento di demolizione potrebbe arrecare alla parte eseguita in conformità. L’onere della prova del livello di rischio è a carico dei proprietari.

Post di Alberto Antico – avvocato

Onere della prova dei requisiti per la fiscalizzazione dell’abuso

29 Ago 2023
29 Agosto 2023

Il TAR Veneto ha affermato che non spetta al Comune, bensì al destinatario dell’ordine di demolizione che invochi l’applicazione della fiscalizzazione dell’abuso dare piena prova della sussistenza dei presupposti ex art. 34 d.P.R. 380/2001 per accedere al beneficio (sic) in questione.

In particolare spetta all’istante dimostrare il pregiudizio sulla struttura e sulla fruibilità arrecato alla parte non abusiva dell’immobile dalla demolizione della parte abusiva, e che tale pregiudizio sia evitabile esclusivamente con la fiscalizzazione dell’abuso.

Post di Alberto Antico – avvocato

La fiscalizzazione dell’abuso prescinde da un aumento di valore dell’immobile

28 Ago 2023
28 Agosto 2023

Nel caso di specie, i privati ritenevano di non meritare il provvedimento di fiscalizzazione dell’abuso (art. 34, co. 2 T.U. edilizia) nei confronti del loro immobile edificato in violazione della distanza dai confini, in quanto la mera traslazione del fabbricato, senza incrementi di superficie e volume, non sarebbe passibile di sanzione pecuniaria, per non aver aumentato il valore dell’edificio.

Il TAR Veneto ha invece affermato che il ripristino e la sanzione alternativa sono connessi esclusivamente alla violazione delle norme che regolano l’edificazione e non sono condizionati dall’accertamento di un effettivo incremento di valore dell’immobile interessato. La natura e tipologia dell’abuso non può, quindi, determinare l’inoperatività della sanzione pecuniaria alternativa.

Post di Alberto Antico – avvocato

Come si calcola la fiscalizzazione dell’abuso?

28 Ago 2023
28 Agosto 2023

Uno degli argomenti giuridici più discussi del diritto urbanistico è quello della corretta modalità di calcolo della cd. fiscalizzazione dell’abuso ex art. 34, co. 2 T.U. edilizia.

Viste le ricadute economiche per il privato, si discute in particolare se il rinvio ai valori della cd. legge sull’equo canone debba o no subire la rivalutazione secondo gli indici ISTAT.

Il TAR Veneto ha risposto di sì.

Il contestato aggiornamento all’ISTAT è espressamente previsto dall’art. 24 l. 392/1978 e dalla D.G.R.V. n. 2754 del 11.09.2007, con la quale la Giunta regionale del Veneto ha preso atto della variazione dell’indice ISTAT intervenuta tra il 1998 ed il 2006 e ha deliberato di applicare detta variazione percentuale al costo base di produzione.

Post di Alberto Antico – avvocato

Chi paga la fiscalizzazione dell’abuso?

28 Ago 2023
28 Agosto 2023

Il TAR Veneto ha dichiarato la legittimità di un provvedimento di fiscalizzazione dell’abuso (art. 34, co. 2 T.U. edilizia) irrogato ai proprietari di un immobile realizzato in violazione della distanza minima dal confine, nonché titolari del permesso di costruire e committenti dei lavori.

Essi invece ritenevano che il provvedimento dovesse essere destinato direttamente all’impresa edile che aveva costruito in modo irregolare il fabbricato.

Post di Alberto Antico – avvocato

Proroga della concessione di una cava

25 Ago 2023
25 Agosto 2023

Il TAR Veneto ha dichiarato la legittimità di alcuni atti di proroga dei termini di conclusione delle attività di coltivazione di una cava di sabbia e ghiaia e di successiva ricomposizione rilasciati dalla Regione Veneto, offrendo utili principi in materia.

Post di Alberto Antico – avvocato

Rapporto ENEA “Gli Ecosistemi Vegetali per la Rigenerazione Ecologica delle Città”

24 Ago 2023
24 Agosto 2023

Il rapporto ENEA “Gli Ecosistemi Vegetali per la Rigenerazione Ecologica delle Città” è un documento tecnico che ha ottenuto un premio speciale nell’ambito del Forum Internazionale “ECOtechGREEN” per l’importanza delle ricerche condotte, mirate a valorizzare l’impiego del verde parietale e dei tetti verdi sugli edifici come elementi innovativi al fine di migliorare la sostenibilità energetica e ambientale del settore edile.

Il rapporto si apre con una panoramica sulla situazione attuale delle città italiane, che sono sempre più urbanizzate e densamente popolate. Questo fenomeno ha portato a una serie di problemi ambientali, tra cui l’inquinamento atmosferico, acustico e idrico, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico.

Il rapporto evidenzia che gli ecosistemi vegetali possono svolgere un ruolo importante per mitigare questi problemi. In particolare, il verde parietale e i tetti verdi possono contribuire a migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’inquinamento acustico, assorbire l’acqua piovana, migliorare il microclima urbano e aumentare la biodiversità.

Il rapporto poi passa in rassegna i benefici ambientali e sociali degli ecosistemi vegetali urbani. In particolare, il verde parietale e i tetti verdi possono:

  • Migliorare la qualità dell’aria: le piante assorbono l’anidride carbonica e altri inquinanti atmosferici, rilasciando ossigeno.
  • Ridurre l’inquinamento acustico: le piante assorbono il rumore, creando un ambiente più silenzioso e vivibile.
  • Assorbire l’acqua piovana: i tetti verdi assorbono l’acqua piovana, riducendo il rischio di allagamenti.
  • Migliorare il microclima urbano: le piante contribuiscono a ridurre le temperature estive e a migliorare la ventilazione urbana.
  • Aumentare la biodiversità: le piante forniscono habitat per una varietà di animali, tra cui insetti, uccelli e mammiferi.

Il rapporto conclude sottolineando che gli ecosistemi vegetali urbani possono rappresentare una soluzione efficace per migliorare la sostenibilità ambientale e sociale delle città.

https://iris.enea.it/handle/20.500.12079/61021

Post di Daniele Iselle

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