Il T.A.R. Veneto afferma che la sanzione ripristinatoria di cui all’art. 167 del d.lgs. n. 42/2004 si applica anche al soggetto cd. proprietario incolpevole che non è l’autore materiale dell’illecito paesaggistico.
Post di Daniele Iselle
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La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 64, co. 4 d.lgs. 267/2000, cd. T.U. Enti locali (TUEL), nella parte in cui prevede che non possono far parte della Giunta, né essere nominati rappresentanti del Comune e della Provincia, gli affini entro il terzo grado del Sindaco o del Presidente della Giunta provinciale, anche quando l’affinità deriva da un matrimonio rispetto al quale il giudice abbia pronunciato, con sentenza passata in giudicato, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili per una delle cause previste dall’art. 3 della legge divorzile (l. 898/1970).
Limitare nelle ipotesi in esame l’accesso ad un ufficio pubblico politico, con conseguente affermazione della relativa causa di incompatibilità, nel bilanciamento tra la cura dell’imparziale agire della P.A. e la tutela del diritto inviolabile all’elettorato, si pone in contrasto con i canoni di proporzione e ragionevolezza.
La manifesta irragionevolezza di tale disciplina emerge dall’essere la stessa, nella sua permanente affermazione, del tutto sganciata dalle sorti del rapporto di riferimento, e dalla differenza rispetto alla situazione dell’ex coniuge del Sindaco, per il quale l’incompatibilità non sussiste.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nella seduta del 18.06.2024, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge quadro per l’autonomia differenziata delle Regioni, che si allega. Il testo passerà ora all’esame del Capo dello Stato per la promulgazione (o l’eventuale rinvio alle Camere); infine, si dovrà attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Ai sensi dell’art. 116, co. 3 Cost., ferma la disciplina di base per le cinque Regioni a statuto speciale e per le altre Regioni a statuto ordinario, le Regioni possono chiedere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti tutte le materie di competenza legislativa concorrente (art. 117, co. 3 Cost.), nonché le materie dell’organizzazione degli Uffici del giudice di pace (art. 117, co. 2, lett. l Cost.), delle norme generali sull’istruzione (succ. lett. n) e della tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali (succ. lett. s), da concedersi con una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli Enti locali, nel rispetto dei princìpi sull’autonomia finanziaria (art. 119 Cost.).
La legge testé approvata pone il quadro di riferimento per le successive eventuali leggi di concessione di tale autonomia potenziata (anche in considerazione dei referendum consultivi promossi a questo proposito dalla Lombardia e dal Veneto nel 2017, nonché delle richieste avanzate dall’Emilia-Romagna).
Il T.A.R. Veneto ricorda che se la DIA/SCIA si consolida per decorrenza del termine, in caso di dichiarazione mendace, il Comune deve attivare il rimedio previsto dall’art. 21 nonies della l. n. 241/1990, ovvero procedere alla sua inibitoria d’ufficio, se ne ricorrono i presupposti di legge, essendo illegittimo disporne la cd. inibitoria ordinaria.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha ribadito la natura vincolata del permesso di costruire, che rende a monte non necessaria la comunicazione di avvio del procedimento, essendo piuttosto sufficiente che dal provvedimento si evinca la conformità della richiesta con la normativa urbanistico-edilizia.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha ricordato che, in presenza di un atto cd. plurimotivato, è sufficiente la legittimità di una sola delle giustificazioni per sorreggere l’atto in sede giurisdizionale.
Nel caso di accertata legittimità di un diniego di permesso di costruire (PdC), resta ferma la possibilità per il privato di presentare un nuovo progetto, corredato dai documenti, accorgimenti e chiarimenti eccepiti dal Comune, il quale dovrà valutare la nuova istanza di PdC nel rispetto del principio di collaborazione e buona fede.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, una società otteneva un PdC ai sensi del cd. terzo Piano casa (in deroga alla distanza dai confini), per la costruzione di una tettoia.
Il confinante impugnava il PdC, affermando che la società avrebbe dovuto presentare una pratica SUAP.
Il TAR Veneto ha respinto tale motivo di ricorso, affermando che non è dato comprendere perché la società avrebbe dovuto necessariamente presentare un’istanza in variazione del P.R.G. per la costruzione di una tettoia, laddove tale possibilità le era pacificamente riconosciuta dalla l.r. Veneto 14/2009.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto – allineandosi alla Corte costituzionale – ha affermato che l’art. 64 l.r. Veneto 30/2016, nel fornire l’interpretazione autentica dell’art. 9, co. 8 l.r. Veneto 14/2009, ben consente di derogare anche al parametro edilizio della distanza dei confini.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R., dopo aver ricordato che spettano al G.A. le controversie afferenti alla determinazione del contributo di costruzione, afferma che, nel caso di specie, il mutamento di destinazione d’uso, pur privo di opere (cd. funzionale), fosse urbanisticamente rilevante, in quanto è stato realizzato, in relazione ad entrambi i piani dell’edificio, tra categorie urbanistiche autonome nei sensi indicati dall’art. 23 ter del T.U. dell’edilizia, ovvero passando da laboratorio a negozio dei locali al piano terra e da residenza a direzionale del piano primo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto ricorda in quali casi anche il soggetto cd. promissario acquirente ha la legittimazione ad impugnare il diniego edilizio frapposto dal Comune.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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