Come noto sussistono due differenti filoni giurisprudenziali in materia di omessa indicazione degli oneri da rischio specifico: un orientamento più permissivo, ne consente l’emendabilità con il meccanismo del c.d. soccorso istruttorio; quello più rigido ed ancorato al tenore della norma, invece, no.
Il Consiglio di Stato, sez. V ha rimesso la questione all’Ad. Plenaria.
Vedremo, nei prossimi mesi, il verdetto finale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Campobasso ricorda che, in presenza di un inquinamento ambientale, spetta all’autore dello stesso adottare le misure di sicurezza idonee.
La Provincia è competente, ai sensi dell’art. 244 del citato T.U. ambientale, ad adottare la diffida in argomento, ma è altresì vero che, nei casi di urgenza, il Comune può intervenire con una propria ordinanza contingibile.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Quando sia proposta una domanda risarcitoria a seguito dell’emanazione di un provvedimento autoritativo risultato illegittimo, il suo accoglimento resta in ogni caso subordinato alla verifica circa la rimproverabilità dell’Amministrazione.
La P.A. non deve risarcire il danno, se l'emanazione dell'atto risultato poi illegittimo è stata determinata da un errore scusabile (in questo caso difetta la rimproverabilità dell’Amministrazione).
Sul punto, la giurisprudenza amministrativa ha contribuito a tipizzare alcune situazioni la cui ricorrenza può indurre a ritenere che l’emanazione dell’atto illegittimo sia stata determinata da un errore scusabile.
Esaminiamo sul punto una articolata e approfondita sentenza del TAR Molise.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. riconosce la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche nei casi un cui i provvedimenti amministrativi hanno un’incidenza diretta ed immediata sulle acque pubbliche.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto conferma l’inutilizzabilità degli atti depositati telematicamente dopo le ore 12.00.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Secondo la recente giurisprudenza della Cassazione sì.
In passato, la giurisprudenza maggioritaria era orientata in senso negativo perché, nella servitù di parcheggio, difettava il collegamento con la res, dandosi prevalenza all’utilitas personale dei proprietari del fondo e non alla cosa stessa.
Tali principi, però, sembrano essere stati minati da una recente sentenza della Cassazione civile che riconosce, accanto al diritto soggettivo di parcheggio, l’esistenza di una servitù purché dotata dei seguenti requisiti:
l’inerenza, ossia l’attitudine della servitù a seguire il fondo presso i successivi proprietari;
l’immediatezza, intesa come potere di esercitare il diritto di servitù senza l’altrui collaborazione;
l’assolutezza, ossia l’opponibilità erga omnes;
l’altruità, nel senso di necessaria appartenenza del fondo dominante e del fondo servente a due diversi proprietari;
l’utilità oggetto della servitù per il fondo dominante.
Vedremo se tale revirement sarà corroborato dalla giurisprudenza di merito e dalle prossime pronunce della Cassazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. ricorda che la S.A. ha l’onere di motivare puntualmente le ragioni che giustificano l’esclusione dell’offerente in presenza di gravi illeciti professionali, ex art. 80, c. 5, lett. c) del d.lgs. n. 50/2016.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Palermo ha affermato che, per esperire un intervento ad opponendum in un ricorso giurisdizionale di annullamento, non è necessario avere un interesse pari a quello che fonda la legittimazione a ricorrere: è sufficiente un interesse differenziato al mantenimento del provvedimento impugnato.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Palermo offre una ricognizione della relazione tra il diritto proconcorrenziale e il potere di pianificazione urbanistica e commerciale: in queste materie vi è un intreccio di fonti a tutti i livelli, dalle direttive dell’UE ai Piani comunali, passando per le leggi statali e regionali.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Palermo ha ribadito, in linea con la costante giurisprudenza, che l’ordinanza di demolizione è atto rigidamente vincolato: la sua motivazione, perciò, può limitarsi ad enunciare con precisione l’abuso riscontrato.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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