Sul giudizio di congruità delle offerte
Il T.A.R. ricorda i poteri del Giudice Amministrativo nel sindacare la congruità delle offerte.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda i poteri del Giudice Amministrativo nel sindacare la congruità delle offerte.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Pubblichiamo il link al decreto del 28 dicembre 2020 emesso dal Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa e contenente le "Regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo telematico, nonché per la sperimentazione e la graduale applicazione dei relativi aggiornamenti" pubblicato in G.U. n. 7 del 11.01.2021.
Il T.A.R. chiarisce quando occorre l’assenso dell’assemblea dei condomini per eseguire interventi edilizi sulla facciata del condominio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha annullato il provvedimento di annullamento d’ufficio ex art. 21-nonies l. 241/1990 di un condono, per difetto di motivazione sull’interesse pubblico prevalente rispetto all’interesse privato e sull’originaria illegittimità del titolo in sanatoria.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Veneto ha affermato che la P.A. ha l’obbligo di provvedere sull’istanza proposta dal controinteressato di verifica dei presupposti della SCIA ex art. 19, co. 6-ter l. 241/1990.
In mancanza, il controinteressato può esperire l’azione avverso il silenzio-inadempimento della P.A. ex artt. 31 e 117 c.p.a.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
L'art. 119 del decreto legge n. 34 del 19.05.2020 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00052), convertito con modificazioni dalla l. n. 77 del 17.07.2020 e noto come cd. decreto rilancio prevede il superbonus del 110% per gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici.
E' opinione diffusa che per poter accedere a queste agevolazioni l'immobile su cui si interviene non debba presentare abusi edilizi (quindi deve essere conforme dal punto di vista edilizio e urbanistico).
Ma questo è scritto da qualche parte?
In verità non è così evidente dove sia previsto e per capire da dove salti fuori questo requisito l'avv. Matteo Acquasaliente ha svolto una accurata ricerca, trovando quello che ha scritto nella nota allegata.
Alla fine possiamo pensare che, in ogni caso, si tratti di un requisito anche implicito nel sistema.
Se qualcuno trova altre indicazioni e idee sul punto, ce lo può far sapere.
Informiamo anche che il Comune di Vicenza sta organizzando per il 4 febbraio 2021 un convegno online sul superbonus e una parte del convegno sarà una tavola rotonda sul tema della conformità edilizia e urbanistica, esaminando una serie di casi problematici esemplari.
I T.A.R. affermano che se un atto pubblico o un titolo edilizio non risulta sussistente né negli archivi pubblici né nella disponibilità del privato, lo stesso può essere desunto da altri indizi e/o elementi probanti, come ora previsto dall’art. 9 bis del d.P.R. n. 380/2001, purché lo smarrimento non derivi da cause direttamente imputabili al soggetto pubblico o privato che sia.
Si ringrazia l’avv. Francesco Roncoroni per la segnalazione.
Il T.A.R. Campania - Salerno afferma che le varianti essenziali al PdC, ex art. 32 del d.P.R. n. 380/2001, necessitano di un nuovo PdC per essere regolarizzate, e non di un PdC in variante e/o una SCIA in variante. Infatti, tali titoli servono per sanare “a posteriori” sole le difformità minori e/o minimal, non gli interventi edilizi più impattanti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
L’alluvione che si è abbattuta sul Veneto nel 2010 spingeva il Governo ad emanare l’O.P.C.M. n. 3906/2010, rubricata “Primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della regione Veneto nei giorni dal 31 ottobre al 2 novembre 2010”.
Il TAR Veneto ha chiarito che l’ordinanza – nel prevedere un sostegno alle popolazioni colpite e alle attività ivi insediate – ha seguito una logica non risarcitoria, bensì indennitaria e assistenziale, secondo determinate finalità di intervento e sulla base di specifici criteri di selezione e quantificazione.
Nel caso di specie, è stato negato il contributo poiché il ricorrente si era limitato ad allegare una perizia asseverata che descriveva i danni subiti (ragionando in ottica risarcitoria). Invece, il richiedente avrebbe dovuto presentare idonea documentazione contabile che attestasse il riacquisto, dopo l’alluvione, dei beni o delle merci andati distrutti oppure la riparazione di quelli danneggiati, in funzione della ripresa dell’attività, ovvero l’obiettivo perseguito dall’ordinanza.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Veneto affronta alcune interessanti questioni che legano il provvedimento amministrativo di convalida che, a detta del Collegio, non deve necessariamente soggiacere al limite temporale dei 18 mesi previsto per l’annullamento in autotutela ex art. 21 nonies della l. n. 241/1990 – in assenza di una specifica previsione di legge -, con l’acquisizione cd. sanante di cui all’art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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