In assenza di violazioni di tipo urbanistico o paesaggistico, è da ritenersi illegittimo un diniego di sanatoria che sia basato unicamente sul tipo di materiale utilizzato per l’esecuzione dell’opera.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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Il TAR Sardegna ha ricordato che per esercitare il potere di autotutela la P.A. deve rispettare il termine ex art. 21-nonies l. 241/1990 e deve adeguatamente motivare, soprattutto ove si tratti di recuperare – come nel caso di specie – delle somme erogate tempo addietro.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. Veneto, applicando i criteri enucleati dall’Ad. Pl. n. 12/2020, ricorda quando si forma la cd. piena conoscenza che determina l’inizio del termine di trenta gironi per impugnare l’aggiudicazione altrui.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il principio generale di immodificabilità assoluta sulla composizione del raggruppamento di imprese può subire delle deroghe, ma in ogni caso la causa di esclusione in riferimento ad uno dei componenti del raggruppamento deve sopravvenire in un momento successivo rispetto al tempo di presentazione dell’offerta. Pertanto il raggruppamento deve essere inizialmente in possesso dei requisiti prescritti.
Ciò premesso, nel caso di specie, alla data di scadenza del bando di gara la violazione tributaria già sussisteva costituendo così motivo di esclusione dalla procedura ai sensi dell’articolo 80, comma 4 del codice appalti, a norma del quale “Un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura d'appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore all'importo di cui all'articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle contenute in sentenze o atti amministrativi non più soggetti ad impugnazione. (…)”.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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Pubblichiamo il link a un articolo dell'avvocato Andrea di Leo, che, parlando di demolizione e ricostruzione (“demoricostruzione” o sostituzione edilizia), esamina un profilo particolare, vale a dire quello del corretto inquadramento della disciplina applicabile ai fabbricati condonati ai fini della disciplina delle distanze legittimamente preesistenti ex art. 2-bis D.P.R. 380/01, quale risultante dalle modifiche ex L. 120/2020 (Decreto Semplificazioni).
Nel caso di specie un Comune, accertata l’abusività di un fabbricato e l’inottemperanza all’ordine di demolizione da parte del privato, disponeva “l’acquisizione dell’immobile …, distinto in Catasto Terreni al foglio …, particella …, come descritto nella mappa catastale e nell’elaborato grafico”.
Il TAR Catania, sulla base delle norme di interpretazione dei contratti ex artt. 1362-1371 c.c., ha affermato che con tale espressione il Comune ha inteso acquisire l’immobile, compresa l’area di sedime, ma non l’intera particella.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. Veneto ricorda il suo costante orientamento in materia di installazione delle antenne radio (pro impianti).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Un diniego di autorizzazione paesaggistica non può essere motivato sulla base di una generica incompatibilità, ma è indispensabile che dalla motivazione emergano le specifiche ragioni del rigetto dell’istanza, i motivi del contrasto tra le opere da realizzarsi e le ragioni di tutela dell’area interessata dall’apposizione del vincolo.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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Secondo l’art. 92, co. 2, DPR 5 ottobre 2010 n. 207, se manca il requisito della qualificazione in misura corrispondente alla quota dei lavori, cui si è impegnata una delle imprese che costituiscono il raggruppamento temporaneo al tempo della presentazione dell’offerta, ciò comporta l’esclusione di tutto il gruppo.
Tale requisito non può essere oggetto di modifica ex post, oppure essere risolto tramite subappalto qualificante (rimedio, quest’ultimo, a cui è possibile ricorrere solo in casi legislativamente previsti).
E nemmeno tale deficit qualificatorio può essere risolto mediante incremento di un quinto di cui all’art. 61 comma 2 del DPR 207 del 2010 in quanto il TAR Veneto, stante i contrasti giurisprudenziali a tal proposito, appoggia l’orientamento secondo cui il riferimento all’importo dei lavori a base di gara va identificato nell'importo complessivo dei lavori dell'intero appalto.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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È possibile che un volume possa essere irrilevante ai fini urbanistici e al contrario ingombrante per ai fini paesistici, poiché alla base vengono fatte delle valutazioni differenti: sul profilo urbanistico, ad esempio, si guarda alla consistenza dei diritti edificatori, invece da un punto di vista paesaggistico il volume non deve “ingombrare” la visuale o contrastare con i parametri estetici.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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