Il TAR Veneto ribadisce che non è illegittimo per mancanza di contraddittorio procedimentale il provvedimento amministrativo dalla cui motivazione, che si dimostra logica, si evinca che la P.A. ha esaminato le deduzioni del privato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che la monetizzazione degli standard deve essere richiesta dal privato, e non può quindi essere disposta d’ufficio dalla P.A.; inoltre, la sussistenza dei relativi requisiti non potrebbe essere valutata ex post dal Giudice, trattandosi di potere amministrativo non ancora esercitato ex art. 34, co. 2 c.p.a.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel giudicare la legittimità di un diniego di condono ai sensi della l. 326/2003, il TAR Veneto ha affermato che non sussiste uno specifico obbligo di legge di inoltrare le osservazioni eventualmente svolte a seguito del preavviso di rigetto alla Commissione Edilizia Ambientale Comunale.
Le osservazioni erano state valutate dal Dirigente, con il che si era garantito il contraddittorio endoprocedimentale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che per gli immobili oggetto di istanza di condono, non è configurabile l’ipotesi di silenzio-assenso nelle aree oggetto di vincolo paesaggistico.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha ricordato che per la formazione del silenzio-assenso sull’istanza di condono, non è solo necessaria la presentazione della domanda completa dei pagamenti prescritti e il decorso del termine previsto dalla legge pari a 24 mesi dalla presentazione dell’istanza, ma anche la prova dell’esistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla legge come condizioni essenziali per poter sanare l’abuso realizzato, con onere della prova in capo al privato istante.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha elencato i requisiti necessari affinché sull’istanza di condono si formi il silenzio-assenso ai sensi dell’art. 32, co. 37 d.l. 269/2003.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che il silenzio assenso sull’istanza di condono richiede che sussistano tutte le condizioni sostanziali richieste dalla legge per il rilascio del titolo abilitativo in sanatoria.
Nel caso di specie, ostava alla formazione del silenzio-assenso il parere della Commissione comunale di compatibilità dell’intervento da condonare con il vincolo paesaggistico.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che, sull’istanza di condono per una delle aree ex art. 32 l. 47/1985, il silenzio-assenso di cui al successivo art. 35 presuppone l’emissione di un apposito parere favorevole da parte della P.A. competente: l’inerzia della P.A. su detto parere comporta la formazione del silenzio-diniego.
Post di Alberto Antico – avvocato
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La Corte di cassazione penale ha ricordato che, in materia urbanistica, le leggi regionali devono essere interpretate in modo da non collidere con i principi generali stabiliti dalla legge statale.
Nel caso di specie, nonostante una legge della Regione siciliana disponga che non serve alcun titolo per la chiusura di terrazze di collegamento e/o la copertura di spazi interni con strutture precarie, devono prevalere gli artt. 3, 10 e 31 d.P.R. 380/2001 che richiedono allo scopo il Permesso di Costruire.
Post di Alberto Antico – avvocato
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La Corte di cassazione penale ha ricordato che la regolarizzazione di un abuso edilizio in zona paesaggistica richiede sia un provvedimento di sanatoria del Comune per i profili urbanistici, sia un giudizio di compatibilità con l’interesse paesaggistico espresso dalla Soprindentenza.
Nel caso di specie, la regolarizzazione era ulteriormente ostacolata dal fatto che la costruzione abusiva avveniva in zona (anche) sismica.
Post di Alberto Antico – avvocato
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