Il TAR Veneto ricorda che l’art. 18, co. 7 l. R.V. n. 11/2004 prevede che la P.A., entro 180 giorni dalla decadenza della previsione di espansione, adotti una nuova disciplina urbanistica per l’area, altrimenti l’area dovrà essere qualificata – e gestita – come “bianca” ai sensi dell’art. 33 della medesima legge (nel caso di specie, il problema era peraltro insussistente, in quanto il Comune aveva disciplinato la zona).
Post di Alessandra Piola – avvocato
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L'Ordine degli Architetti di Padova ha organizzato il seminario per martedì 23 maggio 2023 dalle 14:30 alle 17:30 in diretta streaming.
Relatori: avv. Domenico Chnello, avv. Alessandro Veronese, urb. Francesco Finotto
Coordinatore scientifico: arch. Fiorenza Dal Zotto, responsabile del settore pianificazione del territorio del comune di Spinea
Programma: 1. le opportunità date dal comma 8 dell’art. 20 della l.r. 11/2004 sui pua in deroga 2. i pua previsti dall’art. 11 della l.r. 14/2019 3. pua e distanze 4. esempi sul territorio 5. la decadenza delle previsioni urbanistiche di cui ai commi 7 e 7 bis dell’art. 18 della l.r. 11/2004 6. soluzioni operative di pianificazione
Evento riservato agli aderenti all’offerta formativa 2023 dell’Ordine degli architetti di Padova.
Nel caso di specie, il Comune notificava un’ordinanza di demolizione per opere abusive ad una società, la quale successivamente subiva una fusione per incorporazione, con conseguente mutamento della titolarità dell’area con gli abusi.
La nuova società avanzava un’istanza di sanatoria, rigettata dal Comune, che procedeva all’acquisizione gratuita dell’area.
La nuova società impugnava i vari provvedimenti sfavorevoli e, tra gli altri motivi di ricorso, eccepiva di non aver mai ricevuto la notifica dell’ordinanza di demolizione.
Il Consiglio di Stato, dopo aver offerto una pregevole ricostruzione dell’apparato sanzionatorio avverso gli abusi edilizi, ha rigettato l’eccezione.
Perché si produca l’effetto acquisitivo, è necessario che l’ordine di demolizione sia notificato anche al proprietario che è colui che subisce l’effetto pregiudizievole derivante dalla mancata ottemperanza. Nel caso in esame l’ordinanza era notificata correttamente all’originario proprietario. Non occorreva la notifica al proprietario subentrato, in quanto la fusione per incorporazione determina una successione nei rapporti giuridici in corso.
Post di Daniele Iselle
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Il Consiglio di Stato, dopo aver offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto della sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001, ha ricordato che non è possibile (come invece voleva il privato nel caso di specie) presentare un’istanza di sanatoria in cui si dichiara che la doppia conformità ci sarà una volta compiuti determinati interventi edilizi: essa deve sussistere al momento della presentazione dell’istanza stessa.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Catania ha dato atto di un revirement giurisprudenziale sul punto.
L’orientamento passato e oggi minoritario sosteneva che l’istanza di sanatoria rendesse inefficace l’ordine a demolire spiccato, con onere in capo al Comune di emanarne uno nuovo, qualora la sanatoria sia rigettata.
La posizione attualmente maggioritaria afferma invece l’effetto meramente sospensivo dell’istanza di sanatoria sull’ordinanza di demolizione, che quindi riacquista efficacia a seguito dell’eventuale rigetto della prima.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che la deduzione circa l’asserita non eseguibilità della demolizione oggetto dell’ordinanza, senza pregiudizio dell’edificato legittimo, deve essere esaminata nella fase esecutiva dell’ordinanza (su istanza motivata di parte), ma non costituisce elemento o condizione di legittimità dell’ordinanza di demolizione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che l’obbligo di motivazione dell’ordinanza di demolizione deve ritenersi assolto attraverso la puntuale indicazione delle opere abusive, in quanto provvedimento dovuto quale conseguenza automatica dell’accertamento dell’abuso, e non necessita di ulteriore motivazione né sull’interesse pubblico, né sulle norme violate, né sulla comparazione degli interessi pubblici e privati in gioco.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che l’acquisizione del bene abusivo al patrimonio dell’Ente, insieme alla sua area di sedime, è un effetto legale tipico della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione, con conseguente valenza solo ricognitiva del relativo provvedimento comunale.
Si segnala però che sussiste anche un altro orientamento, secondo cui l’acquisizione gratuita segue solo ad un apposito provvedimento comunale di accertamento dell’inottemperanza e di specificazione dell’area che si intende acquisire.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che l’illegittima attività edificatoria dei privati è sempre sanzionabile, qualunque siano il tempo già trascorso e l’entità dell’infrazione, donde l’assenza d’un affidamento, per forza di cose tutt’altro che incolpevole, alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, in forza di una legittimazione fondata sul tempo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Napoli ha ricordato che, ai fini della valutazione di un abuso edilizio, è necessaria una visione complessiva e non atomistica delle opere realizzate, non essendo possibile scomporne una parte per negare l’assoggettabilità ad una determinata sanzione demolitoria, ciò in quanto il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio deriva non da ciascun intervento a sé stante, bensì dall’insieme delle opere.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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