Rassegna di giurisprudenza in materia processuale

02 Feb 2026
2 Febbraio 2026

1. La riproposizione nel giudizio amministrativo d’appello dei motivi assorbiti in primo grado

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel processo amministrativo d’appello ‒ in ragione del carattere non automatico dell’effetto devolutivo, per il quale la cognizione del Consiglio di Stato ha lo stesso oggetto del giudizio di primo grado nei soli limiti delle statuizioni della sentenza impugnata che siano state impugnate ‒ i motivi assorbiti dal giudice di prime cure vanno riproposti incidentalmente dall’appellato vittorioso in primo grado, con una memoria depositata entro il termine di costituzione in giudizio ex art. 101, co. 2 c.p.a., dovendo altrimenti intendersi rinunciati.

sent. CdS n. 8786-2025

Post di Alberto Antico – avvocato

2. Il compenso del commissario ad acta

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che per quantificare, con provvedimento collegiale, il compenso del commissario ad acta, quale ausiliario del giudice, devono essere applicati i criteri di cui agli artt. 49-57 d.P.R. 115/2002 e al d.m. Giustizia 30 maggio 2002.

decr. coll. Cons. St., Ad. Plen. n. 17-2025

Post di Alberto Antico – avvocato

3. Provvedimenti in materia paesaggistica e sindacato del G.A.

Il TAR Sardegna ha affermato che il G.A. non può sostituire le proprie valutazioni a quelle degli organi tecnici competenti in materia paesaggistica, essendo il sindacato limitato alla verifica di errori macroscopici, illogicità manifeste o contraddittorietà dell’istruttoria. La valutazione giudiziale deve essere condotta escludendo in maniera assoluta il carattere sostitutivo della stessa e deve limitarsi a rilevare eventuali vizi ictu oculi riconoscibili per abnormità, irragionevolezza o superficialità. Conseguentemente, le scelte effettuate dalla P.A. si sottraggono al sindacato del G.A. ogniqualvolta le medesime non si appalesino come manifestamente illogiche o incongrue.

sent. TAR Sardegna n. 161-2026

Post di Alberto Antico – avvocato

4. Il regolamento di competenza

ord. CGARS n. 1003-2025

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato l’inammissibilità del regolamento di competenza ex art. 16 c.p.a., qualora il conflitto intercorra tra un TAR e il Consiglio di Stato, non potendo quest’ultimo decidere sulle impugnazioni di cui sia al contempo parte (più o meno interessata) e mancando, pertanto, un organo giudicante terzo chiamato a dirimere la controversia.

Post di Alberto Antico – avvocato

5. Il ricorso collettivo

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che, nel caso in cui il ricorso riguardante la posizione di più soggetti nulla alleghi in ordine alle specifiche condizioni di legittimazione e di interesse di ciascuno dei ricorrenti, è impedito al giudice di controllare il concreto e personale interesse di ciascuno di loro, l’omogeneità delle loro posizioni e la concreta fondatezza della domanda, con derivata inammissibilità del ricorso.

sent. TAR Roma n. 21783-2025

Post di Alberto Antico – avvocato

6. Violazione del giudicato

Il TAR Veneto ha affermato che la violazione e/o elusione del giudicato dev’essere dedotta in sede di ottemperanza, attesa la competenza funzionale inderogabile ex art. 14, co. 3 c.p.a. di tale giudice, considerando che la possibilità di proporre un unico giudizio inteso ad ottenere sia una pronuncia sullo specifico profilo di nullità in argomento che, in subordine, l’annullamento per vizi di legittimità della riedizione del potere amministrativo, è stata riconosciuta dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sent. n. 2/2013) soltanto a fronte di un ricorso cumulativo proposto in sede di ottemperanza, e non nell’ambito di un nuovo giudizio di cognizione.

In ogni caso, l’azione si prescrive con il decorso di dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza.

Sentenza TAR Veneto 1551 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

7. L’azione risarcitoria nei confronti della P.A.

Il TAR Veneto ha affermato che il risarcimento del danno imputato alla P.A. non costituisce mai conseguenza automatica dell’annullamento di un provvedimento amministrativo, ma necessita dell’ulteriore positiva verifica circa la ricorrenza dei presupposti richiesti dalla legge per la configurazione dell’illecito civile (danno, nesso di causalità, elemento soggettivo), ricadendo sul ricorrente l’onere di allegarli e provarli. Infatti nell’azione di responsabilità per danni dinanzi al G.A. il principio dispositivo dell’art. 2697, co. 1 c.c. opera con pienezza, senza il temperamento del metodo acquisitivo caratteristico dell’azione giurisdizionale di annullamento.

Sentenza TAR Veneto 1359 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

8. La litispendenza nel processo amministrativo

Il TAR Veneto ha affermato che la litispendenza nel processo amministrativo è determinata dal deposito del ricorso, che ai sensi dell’art. 45 c.p.a. segue la notifica alle controparti e solo successivamente al quale può parlarsi di litispendenza. La sola notifica quindi, non seguita dal tempestivo deposito del ricorso, è inidonea a provocare la litispendenza. Quest’ultima opera anche nel caso in cui le cause aventi ad oggetto la medesima domanda si trovino in gradi diversi.

Nel caso di specie, il ricorso al TAR Veneto avverso un’ordinanza di demolizione era identico per petitum e causa petendi rispetto al ricorso incidentale e ai relativi motivi aggiunti contro le medesime parti già proposti dal medesimo privato nell’ambito di un’azione di ottemperanza pendente presso il Consiglio di Stato. Il ricorso al TAR Veneto era quindi inammissibile per litispendenza.

Sentenza TAR Veneto 1185 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

 

9. La titolarità catastale

Il TAR Veneto, in materia di verifica della legittimazione a ricorrere, ha ritenuto di poter prescindere da alcune incongruenze catastali nella titolarità del soggetto – segnalate dalla P.A. resistente – sulla base dell’antecedenza degli intestati al cd. impianto meccanografico, della non indicazione del codice fiscale del privato nella visura, e del fatto che in ogni caso luogo e data di nascita del privato coincidevano con quanto estratto dai Registri Immobiliari.

Sentenza TAR Veneto 2082 del 2024

Post di Alessandra Piola – avvocato

Strumenti comunali di contrasto all’evasione dei tributi locali

31 Gen 2026
31 Gennaio 2026

Il TAR Palermo ha affermato che le misure attraverso le quali il Comune subordina il rilascio, il rinnovo e la permanenza di licenze e autorizzazioni alla verifica della regolarità tributaria da parte dei soggetti richiedenti, costituiscono strumenti di coazione indiretta all’adempimento volti a contrastare diffusi fenomeni di evasione dei tributi locali. Ne deriva l’inapplicabilità della disciplina di cui alla l. 689/1981, non avendo le disposizioni regolamentari ad oggetto la comminatoria di una misura afflittiva collegata all’inadempimento di una specifica obbligazione tributaria.

Il riferimento legalmente contemplato alla “permanenza in esercizio” consente al Comune di verificare in ogni momento, anche d’ufficio, la regolarità tributaria di attività commerciali o produttive. Tale esegesi legittima il potere di iniziativa officioso del SUAP, sul presupposto che le violazioni tributarie siano state definitivamente accertate.

È illegittima la previsione regolamentare che, consentendo di prescindere “dalla eventuale notifica di avvisi di accertamento per il recupero dell’evasione o dal recupero coattivo con cartella esattoriale/ingiunzione fiscale/intimazione di pagamento, o qualsivoglia altro atto di avvio della riscossione coattiva”, estenda la nozione di irregolarità tributaria a tributi non definitivamente accertati.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Palermo n. 2763-2025

Delibera comunale di approvazione del piano TARI

31 Gen 2026
31 Gennaio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che spetta al G.A. la controversia promossa dal gestore in house del servizio di raccolta rifiuti avverso la delibera comunale di approvazione del piano TARI, atteso che il Comune può discostarsi dai costi trasmessi dal gestore sulla base di valutazioni discrezionali, esercitando un potere autoritativo di regolazione incidente su posizioni di interesse legittimo.

Qualora il Comune intenda discostarsi, in sede di approvazione del piano TARI, dai costi indicati dal gestore del servizio, è tenuto a darne preventiva comunicazione al gestore stesso e a motivare puntualmente in ordine al rispetto del principio del full cost recovery. La comunicazione costituisce adempimento essenziale ai fini del controllo pubblico sulla gestione del servizio, sicché la sua omissione vizia il provvedimento finale. L’onere di attestare l’equilibrio economico-finanziario della gestione grava sulla P.A. e non sul gestore.

Post di Alberto Antico – avvocato

Contestazione giudiziale dell’indennizzo determinato nel provvedimento di acquisizione sanante

31 Gen 2026
31 Gennaio 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in tema di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, il termine perentorio di 30 giorni previsto dall’art. 54, co. 2 d.P.R. cit. e, successivamente, dall’art. 29, co. 3 d.lgs. 150/2011 per l’opposizione alla stima dell’indennità di esproprio, non si applica alla contestazione giudiziale dell’indennizzo determinato nel provvedimento di acquisizione sanante, poiché tale disciplina non contiene alcun rinvio all’art. 42-bis cit., né sono ammissibili interpretazioni estensive o analogiche di norme che prevedono decadenze o inammissibilità non espressamente stabilite dal legislatore. Ne consegue che la domanda giudiziale volta a ottenere la rideterminazione dell’indennizzo ex art. 42-bis cit. può essere proposta nel termine ordinario di prescrizione.

Post di Alberto Antico – avvocato

Stabilizzazione del personale pubblico precario: questioni di giurisdizione

31 Gen 2026
31 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la procedura di stabilizzazione del personale precario è assimilabile a un concorso, con conseguente devoluzione delle relative controversie al G.A., qualora implichi l’espletamento di una vera e propria selezione tra i candidati, per titoli e colloquio, con l’attribuzione di punteggi in relazione ai titoli posseduti e alla prova orale, la formazione di una graduatoria di merito e la conseguente stabilizzazione dei vincitori (cd. stabilizzazione mediata), non venendo in rilievo una mera verifica di requisiti predeterminati ex lege (cd. stabilizzazione diretta), ma una valutazione comparativa dei candidati, con conseguente spendita di un potere discrezionale della P.A.

L’impugnativa di un atto di autotutela riferito a una procedura di stabilizzazione del personale effettuata mercè la valutazione dei titoli, l’espletamento di prove orali e la formazione di una graduatoria, rientra nella giurisdizione del G.A., non rilevando gli effetti (caducanti) prodotti dall’atto di autotutela sul contratto di lavoro, ma unicamente l’esercizio del potere pubblicistico di annullamento della procedura selettiva, stante la consequenzialità necessaria tra i due momenti.

Post di Alberto Antico – avvocato

Particolare tenuità del fatto per i reati di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale

31 Gen 2026
31 Gennaio 2026

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 131-bis, co. 3 c.p., nella parte in cui dispone che l’offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità quando i reati ex artt. 336 o 337 c.p. (rispettivamente rubricati Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale e Resistenza a un pubblico ufficiale) siano commessi nei confronti di un ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria nell’esercizio delle proprie funzioni.

La Corte ha ritenuto manifestamente irragionevole che la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto fosse esclusa a priori per tali delitti (puniti con la reclusione da sei mesi a cinque anni) e invece ammessa per il delitto di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, punito dall’art. 338 c.p. con la pena della reclusione da uno a sette anni.

Post di Alberto Antico – avvocato

Lo studentato ha destinazione d’uso direzionale e non turistico-ricettiva

31 Gen 2026
31 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la struttura adibita specificamente a residenza per studenti, cioè uno studentato, non ha una destinazione d’uso turistico-ricettiva, bensì direzionale. Tale destinazione non muta per il solo fatto che la P.A. abbia ritenuto – nell’esercizio della propria discrezionalità in materia – di consentire, sia pure per un limitato periodo di tempo ed all’interno di uno spatium temporis predefinito (coincidente con quello di minor afflusso degli studenti), un temporaneo utilizzo delle stesse anche quali ostelli. Pertanto, la SCIA presentata per l’esercizio di attività di ostello ha natura temporanea e non stagionale, sicché va rinnovata anno per anno.

Post di Alberto Antico – avvocato

La riforma in materia di successioni

30 Gen 2026
30 Gennaio 2026

Segnaliamo un link sul tema:

La riforma dell’azione di restituzione: l’azione di riduzione del bene donato non è più opponibile ai terzi

 

Autorizzazione unica per le rinnovabili in caso di delibera del Consiglio dei ministri sostitutiva della VIA

30 Gen 2026
30 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, nel vigore del d.l. 50/2022, come convertito nella l. 91/2022, nei procedimenti di autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, di cui all’art. 12 d.lgs. 387/2003, qualora il progetto sia sottoposto a valutazione di impatto ambientale (VIA) di competenza statale, ai sensi dell’art. 7, co. 1 d.l. cit., le eventuali deliberazioni del Consiglio dei ministri ex art. 5, co. 2, lett. c-bis l. 400/1988 sostituiscono ad ogni effetto il provvedimento di VIA e, ai sensi dell’art. 7, co. 2 d.l. cit., confluiscono nel procedimento autorizzatorio, da concludersi perentoriamente dalla P.A. competente entro i successivi sessanta giorni, decorso il quale, se il Consiglio dei ministri si esprime per il rilascio del provvedimento di VIA, l’autorizzazione si intende rilasciata per silentium.

Il silenzio-assenso ex art. 7, co. 2 d.l. cit. è configurabile laddove l’istanza sia conforme al dettato dell’art. 13.1, lett. b delle Linee Guida, approvate con D.M. del 10 settembre 2010 e, pertanto, sia presentata una relazione tecnica, inclusa nel progetto definitivo, la quale, tra l’altro, con riguardo agli impianti eolici, deve descrivere le caratteristiche anemometriche del sito, le modalità e la durata dei rilievi, che non può essere inferiore ad un anno, e le risultanze sulle ore equivalenti annue di funzionamento. Ai fini della configurabilità dell’istanza, necessaria per la formazione del titolo per silentium, non rilevano le modalità con cui sono eseguiti i rilievi, non potendosi ritenere, in base all’indicata prescrizione, che tali rilievi debbano essere necessariamente eseguiti con un anemometro fisico collocato in situ per un anno.

Il procedimento per la VIA e quello per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) sono preordinati ad accertamenti diversi ed autonomi e possano avere quindi un’autonoma efficacia lesiva, che consente l’impugnazione separata dei rispettivi provvedimenti conclusivi, deponendo in tal senso l’intera impalcatura normativa del codice dell’ambiente, il quale qualifica espressamente VIA e AIA come autonomi provvedimenti amministrativi, in quanto tali, produttivi di effetti precettivi loro propri.

La VIA non può considerarsi un atto presupposto del provvedimento di autorizzazione unica. Infatti la nozione di atto presupposto è fondata, in relazione ad atti di un unico procedimento o anche ad atti autonomi, sull’esistenza di un collegamento, strutturale e funzionale, fra gli atti stessi, così stretto nel contenuto e negli effetti, da far ritenere che l’atto successivo sia emanazione diretta e necessaria di quello precedente, così che il primo è in concreto tanto condizionato dal secondo nella statuizione e nelle conseguenze da non potersene discostare. Pertanto dall’annullamento giudiziale della pronuncia di compatibilità ambientale non deriva un effetto di travolgimento automatico (cd. effetto caducante) nei confronti dell’autorizzazione “a valle”.

Nel vigore del d.l. 50/2022, l’autorizzazione unica, non tempestivamente impugnata, formatasi per silentium, ai sensi dell’art. 7, co. 2 d.l. cit., decorso il termine di sessanta giorni dalla comunicazione della delibera del Consiglio dei ministri sostitutiva della VIA, resta insensibile all’eventuale annullamento giurisdizionale di tale delibera.

Post di Alberto Antico – avvocato

Scadenza della concessione di un bene demaniale e opere non amovibili costruite dal concessionario

30 Gen 2026
30 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato la legittimità dell’atto con il quale il Comune dichiara nullo, in autotutela, il riconoscimento della facile amovibilità delle opere realizzate dal privato sul bene demaniale, sul presupposto che sull’area demaniale data in concessione incidessero beni già acquisiti dallo Stato ex art. 49 cod. nav. Tale disposizione, infatti, nel prevedere, alla scadenza di una concessione e salva una diversa pattuizione nell’atto di concessione, il trasferimento allo Stato delle opere che non possono essere rimosse, è volta a garantire che il demanio marittimo rimanga patrimonio pubblico: come ritenuto dalla Corte di giustizia, l’appropriazione gratuita e senza indennizzo, da parte del soggetto pubblico concedente, delle opere non amovibili costruite dal concessionario sul demanio pubblico costituisce l’essenza stessa dell’inalienabilità del demanio pubblico. 

Ai sensi dell’art. 49 cod. nav., la devoluzione al demanio marittimo avviene automaticamente alla scadenza della concessione, cosicché il procedimento per l’incameramento delle pertinenze demaniali non ancora acquisite ha carattere meramente ricognitivo e dichiarativo: non occorre, infatti, alcun provvedimento amministrativo che accerti la consistenza della devoluzione ai fini dell’acquisto delle opere al patrimonio dello Stato, non essendo tale elemento previsto ai fini costitutivi dalla norma.

Post di Alberto Antico – avvocato

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