La natura giuridica del piano di recupero
Il T.A.R. Bolzano chiarisce la natura giuridica del piano di recupero, soffermandosi sulle peculiarità della Legge provinciale n. 13/1997.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Bolzano chiarisce la natura giuridica del piano di recupero, soffermandosi sulle peculiarità della Legge provinciale n. 13/1997.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare
Decreto 20 aprile 2017 "Criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantita' di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati". (GU n.117 del 22-5-2017).
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post di Daniele Iselle - funzionario comunale
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Una sentenza del TAR Salerno, pubblicata ieri su questo sito, esclude che sia una variazione essenziale o una totale difformità costruire un fabbricato più piccolo di quanto assentito.
La stessa sentenza esclude che configurino una variazione essenziale i seguenti interventi: 1) diverso sviluppo planimetrico della scala di collegamento tra i livelli e realizzazione di un’apertura nel solaio di primo impalcato di identiche dimensioni al vano scala realizzato; 2) Aumento di superficie non residenziale di circa mq. 31,50 a piano primo mediante la realizzazione di una parte di solaio sul fronte nord originariamente non assentita; 3) Realizzazione di aggetti sui fronti nord est ed ovest non autorizzati.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il T.A.R. Milano, con riferimento alle gare pubbliche, ricorda in quali termini i Giudici possono mettere in discussione le scelte frutto di discrezionalità tecnica dei commissari.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Salerno precisa che la violazione dell'obbligo di astensione da parte degli amministratori nella votazione del PRG comporta l'invalidità del piano solo ce c'è un nesso tra l'interesse del ricorrente e la violazione dell'obbligo e solo per la parte del PRG coinvolta nel problema e non comporta l'invalidità dell'intero PRG.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR Salerno esclude che sia qualificabile come variazione essenziale o totale difformità il seguente intervento: " Variazione dell’ingombro in pianta del fabbricato in diminuzione di quanto assentito: il fronte ovest del piano terra, assentito per m. 13,30, risulta avere una lunghezza di m. 11,30".
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Segnaliamo una sentenza del TAR Salerno che, al fine di valutare la legittimità di un articolo del regolamento del consorzio di bonifica, esamina anche alcuni articoli del codice civile in materia di passaggio delle acque.
La questione riguarda l'impatto della costruzione di un ampia area di serre sul regime delle acque.
La controversia riguardava la legittimità della previsione, contenuta nell’ultimo periodo dell’art. 10 del Nuovo Regolamento, licenziato dal Consorzio di Bonifica resistente (cd. Piano Idraulico per il rilascio dell’autorizzazione del Consorzio ai richiedenti la posa in opera di impianti serricoli), ove intendano immettere acqua in un capifosso privato, devono esibire apposito assenso scritto da parte dei proprietari dei fondi confinanti con il capifosso medesimo, dove passano i fossi secondari.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Nelle procedure concorsuale il concorrente ha l’onere di impugnare, a pena di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse, non solo la propria esclusione, ma anche la graduatoria finale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Milano chiarisce la portata applicativa dell’art. 38, lett. f) del D. Lgs. n. 163/2006, giungendo ad affermare che l’omessa dichiarazione di questo requisito generale comporta l’esclusione dalla gara on emendabile dal soccorso istruttorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
L’art. 38, c. 10 del D. Lgs. n. 50/2016, come modificato dal recente D. Lgs. n. 56/2017 (c.d. correttivo Codice Appalti), elimina la qualificazione dei privati come stazione appaltanti allorquando affidano le opere di urbanizzazione “a scomputo”.
Ecco la versione dell’art. 38, c. 10 vigente a partire dal 20 maggio 2017: “Dall'applicazione del presente articolo sono esclusi gli enti aggiudicatori che non sono amministrazioni aggiudicatrici e gli altri soggetti aggiudicatori di cui all'articolo 3, comma 1, lettera g)”.
Quest’ultima norma,a sua volta, prevede che: “g) «altri soggetti aggiudicatori», i soggetti privati tenuti all’osservanza delle disposizioni del presente codice”.
Ringraziamo il geom. Danielle Iselle del Comune di Verona per la segnalazione.
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