Una sentenza del TAR Piemonte afferma che sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulla domanda di condanna dell’amministrazione comunale all’adempimento in forma specifica ex art. 2932 c.c. dell’obbligo di trasferire un terreno in forza della convenzione attuativa del PIP e sulla connessa domanda di risarcimento del danno.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. afferma che nella formulazione dell’offerta occorre considerare il costo reale e concreto del lavoro e non quello teorico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Lecce compie una approfondita disamina della motivazione dei provvedimenti che reprimono abusi edilizi.
Il TAR spiega quando si è in presenza di di un affidamento "legittimo" del privato e precisa che esso in ogni caso ha una modesta rilevanza, limitata a un onere di motivazione rinforzata.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. Veneto conferma che è sufficiente impugnare solo l’adozione di una variante urbanistica (rectius: di un Piano urbanistico in generale) e non anche la successiva approvazione. Nel caso di annullamento, infatti, l’effetto caducante si estenderà ex se anche all’approvazione dello strumento urbanistico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Brescia, con dovizia di ragionamento giuridico, chiarisce quando il Sindaco possa adottare un’ordinanza contingibile ed urgente ex art. 50 e 54 TUEL.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. ricorda che se la P.A. non si pronuncia sull’istanza di sanatoria ex art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, si forma il silenzio-rigetto che esonera l’ente dall’adottare un provvedimento espresso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Lecce afferma che è legittimo il diniego di condono non preceduto dal preavviso di rigetto di cui all'art. 10-bis della l. 7 agosto 1990, n. 241.
Post di Dario meneguzzo - avvocato
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Una sentenza del TAR Lecce, richiamando un sentenza del TAR Campania, conferma che per inibire una SCIA (o DIA) non serve l'avviso di avvio del procedimento.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. ricorda che le questioni relative all’indennità dei vincoli sostanzialmente espropriativi non sono attratti dalla giurisdizione amministrativa.
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Il Consiglio di Stato afferma che il termine decadenziale di trenta giorni per impugnare le ammissioni altrui decorre soltanto dalla pubblicazione delle stesse sul sito della stazione appaltante. In mancanza di questa forma di pubblicità, infatti, il termine per impugnare l’ammissione decorre dalla conoscenza del provvedimento che ha disposto l’aggiudicazione definitiva. Tuttavia, se si legge con attenzione la sentenza, il Collegio sembra voler dire che ciò non si applicha se il concorrente, anche prima della pubblicazione, ha già piena contezza del vizio che poi farà valere nel ricorso: in tal caso, invero, non vi è alcuna “ricorso al buio” da proporre e, quindi, i trenta giorni cominciano già a decorrere dal momento in cui il concorrente (magari presente in seduta pubblica) ha avuto piena consapevolezza dei vizi dell’offerta.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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