Il TAR Catania enumera i requisiti che integrano un atto di revoca implicita ex art. 21-quinquies l. 241/1990 di un precedente provvedimento amministrativo ad efficacia durevole.
Nel caso esaminato si trattava di un piano di lottizzazione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. afferma che le nuove previsioni urbanistiche non determina l’improcedibilità del ricorso originario.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. si sofferma sulla natura giuridica delle I.P.A.B. e giunge ad affermare il proprio difetto di giurisdizione nelle controversie attinenti alla sua privatizzazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Segnaliamo che sul sito della giustizia amministrativa è pubblicato un articolo del Consigliere di Stato dott. Claudio Contessa "L’autotutela amministrativa all’indomani della ‘legge Madia’.
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Il TAR Veneto afferma che, quando i confinanti sono specificamente individuati nell'ordinanza di demolizione, essi sono controinteressati, ai quali il ricorso contro l'ordinanza di demolizione deve essere notificato, a pena di inammissibilità.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana conferma il suo orientamento secondo cui l’ingiunzione di pagamento ex art. 167 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) non ha natura risarcitoria ma sanzionatoria. Perciò, si applica l’art. 28 l. 689/1981 sulla prescrizione quinquennale. Il termine di prescrizione decorre dalla cessazione dell’abuso, che si ha con il conseguimento del titolo autorizzatorio della concessione in sanatoria: in quel momento, infatti, si determina la cessazione del carattere permanente dell’illecito paesaggistico.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. afferma che, per i provvedimenti emananti prima della c.d. riforma Madia, il decorso dei diciotto mesi non preclude tout court all’Amministrazione di annullare d’ufficio un titolo edilizio: in tal caso, infatti, in presenza di un prevalente interesse pubblico, si può procedere all’annullamento in autotutela anche decorso alcuni anni. In ogni caso si ricorda che, in presenza di dichiarazione mendaci, il termine ragionevole (rectius: il termine di diciotto mesi) decorre da quando la P.A. ha scoperto la falsità in atti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto precisa che sussistenza di un vincolo rende inconfigurabile la formazione del silenzio assenso sull’istanza di condono edilizio per il decorso del termine di ventiquattro mesi anche se il vincolo sia sorto posteriormente alla realizzazione del'abuso.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR Veneto ricorda gli insegnamenti giurisprudenziali in materia di condono edilizio nel caso di vincolo paesaggistico sorto successivamente alla realizzazione dell'abuso.
Il TAR precisa che rileva l'esistenza del vincolo nel momento in cui viene valutata la domanda di sanatoria e la verifica dell’anteriorità o meno dell’abuso rispetto alla data di imposizione del vincolo rileva sotto il diverso profilo che, ove si tratti di vincolo successivo, la valutazione da compiersi sarà non di conformità del manufatto abusivo al regime vincolistico, ma di compatibilità con lo stesso.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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