La comunicazione di avvio del procedimento è un atto endoprocedimentale
La comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 L. n. 241/1990 non è un atto autonomamente impugnabile.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
La comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 L. n. 241/1990 non è un atto autonomamente impugnabile.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
Il TAR Veneto chiarisce la questione della vicinitas.
Il Tribunale precisa che essa può ritenersi sufficiente a radicare la legittimazione del confinante solo quando la modifica del preesistente assetto edilizio debba ritenersi ictu oculi, ovvero sulla scorta di sicure basi statistiche tratte dall'esperienza, pregiudizievole per la qualità (urbanistica, paesaggistica, ambientale) dell'area in cui insiste la proprietà del ricorrente, ovvero sia suscettibile di comportarne un deprezzamento commerciale.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Lo afferma una sentenza del TAR Veneto, il quale precisa anche che è stato correttamente richiesto un contributo straordinario nella misura del 50 per cento dell'aumento di valore dell'area.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
La giurisprudenza considera legittima la sanatoria parziale delle opere abusive solo in casi molto limitati.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il caso: un Comune e alcuni altri soggetti privati vengono condannati in solido dal Tribunale civile al pagamento di una cospicua somma di denaro nei confronti di un altro privato, che li aveva citati insieme in giudizio per chiedere un risarcimento danni.
Il Comune, facendosi parte diligente, provvede al pagamento dell’intero debito all’attore che ha vinto la causa, ma nessuno degli altri condebitori in solido rimborsa al Comune la propria quota del debito.
I possibili rischi derivanti all’Ente pubblico dal pagamento di un debito solidale: azione giudiziale, insolvenza dei condebitori e prescrizione del diritto di regresso.
Post di Vasco Egidio Meneguzzo – avvocato
Configura il reato di concussione, ex art. 317 c.p., la condotta del Sindaco di un Comune che costringe, con minacce, l'amministratore di una casa di riposo ad assumere personale dipendente
Post di Diego Giraldo – avvocato
Il TAR Palermo afferma che l’accesso agli atti difensivo non presuppone il previo esperimento di un’azione giurisdizionale, giacché la cura e la difesa dei propri interessi giuridici (cfr. art. 24, co. 7 l. 241/1990) può avvenire in sede giudiziale o stragiudiziale, prima o al di fuori di un rimedio giudiziario. Resta escluso, quindi, ogni sindacato della p.a. sulla fondatezza o pertinenza dell’azione che il privato intenda intraprendere.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Segnaliamo sulla questione una sentenza del TAR Veneto, che chiarisce che il rimborso spetta al soggetto che ha effettivamente pagato.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR si occupa della esecuzione di lavori di miglioria fondiaria con utilizzo del materiale di risulta e ritiene legittimo il diniego da parte della regione.
Il ricorrente sosteneva che il terreno ha una sistemazione in piano, inidonea per l’irrigazione a scorrimento, la quale richiede una leggera pendenza, e che la sistemazione in pendenza non potrebbe essere ottenuta con il solo movimento del terreno, dato il suo esiguo spessore, ma necessiterebbe di un’operazione più complessa – costosa e perciò insostenibile nelle attuali condizioni di scarsa redditività dell’attività agricola –, in base alla quale si dovrebbe spostare il terreno, operare sullo strato sottostante e quindi ricoprire con il terreno spostato.
La Regione aveva respinto la domanda per due motivazioni: 1) il risultato della irrigazione si può ottenere senza la escavazione; 2) l'intervento proposto rivela un interesse prevalente per la escavazione rispetto al resto, cosicchè si può qualificare come una cava.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Segnaliamo sulla questione una sentenza del TAR Veneto.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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