Il T.A.R. chiarisce che la c.d. pista da go-kart non è un’attività imprenditoriale strictu sensu intesa, ma un’attività di intrattenimento e, quindi, soggiace a limitazioni più rigide rispetto alle mere attività commerciali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel caso di specie, il privato cercava di ottenere un condono per un immobile che, dopo la presentazione dell’istanza, è ricaduto nel vincolo paesaggistico.
Il TAR Veneto ha ritenuto legittimo il diniego di condono, poiché la P.A. deve basarsi sulla normativa e sui vincoli esistenti al tempo della valutazione dell’istanza, non della sua presentazione, a nulla rilevando l’affidamento del privato per il tempo trascorso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha preso posizione in questo senso sulla questione che ha attraversato tutta la giurisprudenza amministrativa, fino ad arrivare all’Adunanza Plenaria e da ultimo alla Corte di Giustizia dell’UE.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Secondo alcune sentenze, la applicazione della sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione, ai sensi dell'articolo 34 del D.P.R. 380/2001, richiederebbe che prima sia emanata la sanzione demolitoria (per esempio ex art. 31) e poi, una volta accertata la impossibilità di demolire senza pregiudicare la parte conforme, sia emanata la sanzione pecuniaria sostitutiva.
A me è sempre parso che l'articolo 34 non richieda questa farraginosa procedura e una sentenza del TAR Veneto conferma che non è richiesta la preventiva notificazione dell'ordine di demolizione.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Una sentenza del Consiglio di Stato chiarisce che il vecchio proprietario, se è responsabile dell'abuso edilizio, è uno dei destinatari dell'ordinanza di demolizione o ripristino, anche se nel frattempo ha trasferito la proprietà dell'immobile.
Il Consiglio di Stato precisa che in tema di demolizione dei manufatti edilizi abusivi non esiste un vero discrimine tra l’attività conformativa e quella ripristinatoria, con la conseguenza sopra indicata circa i destinatari dell'ordinanza del comune.
Il Giudice ricorda che la Corte Costituzionale, con la sentenza 15 luglio 1991, n. 345, nell’escludere che l'acquisizione gratuita al comune dell'opera, dell'area di sedime e di quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe a quella abusiva possa operare in danno del proprietario estraneo all'abuso, ha parimenti evidenziato come esista una scissione tra la possibilità di eseguire la demolizione, anche d’ufficio, e la previa acquisizione di proprietà dell’area. E tali argomentazioni, che incidono sui poteri autoritativi dell’amministrazione, ben possono essere riportate nella fattispecie in esame, sottolineando come siano molteplici le opportunità di azione che anche la parte non più proprietaria possa porre in essere per eliminare l’abuso da lei stessa commesso.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Pubblichiamo un'interessante nota della Regione Veneto sul rapporto tra la l.r. Veneto n. 14/2017 sul consumo del suolo e le aree che rimangono ancora edificabili.
Ringraziamo l'arch. Fiorenza Dal Zotto, funzionario comunale, per la segnalazione.
La sentenza penale di applicazione della pena su richiesta delle parti, c.d. patteggiamento, ha efficacia di giudicato nei giudizi disciplinari che riguardano i dipendenti pubblici, quanto all'accertamento del fatto, alla sua illiceità penale e all'accertamento che l'imputato ha commesso tale fatto.
Con la conseguenza che il licenziamento disciplinare disposto dalla P.A. è legittimo.
Post di Diego Giraldo – avvocato
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E' stata pubblicata sul B.U.R. la Deliberazione della Giunta regionale del Veneto n. 1090 del 30 luglio 2019, recante "Definizione delle modalità per l'effettuazione dei controlli della qualità dell'attestazione della prestazione energetica degli edifici resa dai soggetti certificatori con l'Attestato di Prestazione Energetica A.P.E., in attuazione della Legge Regionale 13 aprile 2001, n. 11"
Il TAR Sardegna ha affermato che, ai sensi dell’art. 13 l. 241/1990, gli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento ex art. 11 l. cit. non possono riguardare, neanche in fase endoprocedimentale, la pianificazione urbanistica generale del Comune.
Tali accordi sono invece contemplati da varie disposizioni di legge statale e regionale nell’ambito della pianificazione urbanistica attuativa.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda che il Certificato di Destinazione Urbanistica è un atto dichiarativo e non costitutivo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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