Sui presupposti dell’ordinanza contingibile ed urgente
Il T.A.R. ricorda i presupposti dell’ordinanza contingibile ed urgente ex artt. 50 e 54 TUEL
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda i presupposti dell’ordinanza contingibile ed urgente ex artt. 50 e 54 TUEL
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che la non ammissione del concorrente alla fase successiva della gara pubblica non lo priva dell’interesse ad accedere alla documentazione tecnica allegata alle offerte degli altri concorrenti.
Ciò vale anche laddove sia decorso il termine di 30 giorni per l’impugnazione del provvedimento di non ammissione, perché alla luce dell’insegnamento dell’Adunanza Plenaria, l’accesso agli atti pospone il dies a quo del termine medesimo.
Post di Alberto Antico – avvocato
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/11/19/22A06592/SG
Post di Daniele Iselle
Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’art. 9 del d.m. n. 1444/1968, che impone il rispetto di 10.00 metri tra pareti finestrate, non si applichi alle nuove costruzioni ricadenti in Z.T.O. A.
Sul punto la giurisprudenza del Consiglio di Stato è molto oscillante, peraltro.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
La Corte di Cassazione ha chiarito, da un lato, che la distanza di 10.00 metri tra pareti finestrate si applica anche se gli edifici prospicienti si trovano ad altezze differenti e, dall’altro lato, che tale distanza non rileva se i due fabbricati sono aderenti l’uno all’altro.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Decidendo su questioni di contrasto e di rilevante importanza sull'argomento, in particolare sulla configurabilità di un danno in re ipsa nel caso di occupazione senza titolo di un immobile, la Corte afferma una serie di principi per individuare correttamente la fattispecie
Post di Diego Giraldo – avvocato
La Corte di cassazione civile – giudicando di una controversia tributaria – ha affermato che nel nostro ordinamento non esiste una specifica definizione normativa della nozione di culto. Pertanto, i luoghi di culto devono essere indicati come tali nella denuncia o nella successiva variazione, non essendo sufficiente la mera classificazione catastale, né, se il contribuente non assolve all’onere di preventiva informazione tramite denuncia, la circostanza della destinazione a culto può essere fatta valere nel giudizio di impugnazione dell’atto impositivo.
Post di Daniele Iselle
Il TAR Veneto evidenzia che nelle ipotesi di permesso di soggiorno per motivi familiari, i provvedimenti di revoca emanati dalla P.A. devono essere contestati avanti al Giudice Ordinario ex art. 30, co. 6 T.U. Immigrazione (d.lgs. n. 286/1998), trattandosi di violazione di diritti soggettivi legati all’unità familiare.
Si evidenzia che il procedimento avanti al G.O., ai sensi dell’art. 20 d.lgs. n. 150/2011, si svolge nelle forme del rito sommario di cognizione e avanti alla sezione specializzata in materia di immigrazione istituita presso il Tribunale del capoluogo del distretto di Corte d’Appello in cui rientra la Questura che ha emesso il provvedimento (e dunque, per il Veneto, il Tribunale di Venezia).
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Sardegna ha affermato che l’interesse a ricorrere deve essere connotato in termini di attualità e concretezza, dovendo pertanto valutarsi detta condizione dell’azione con riferimento a una effettiva lesione della situazione giuridica dedotta in giudizio e non potendo atteggiarsi quale mera eventualità di danno.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che entro il termine perentorio di 30 giorni (15 giorni nei riti abbreviati) dal perfezionamento della notificazione dell’appello, va depositato in giudizio non solo l’atto di appello, ma anche la sentenza. Il c.p.a. ha innovato rispetto al passato solo nel senso di non esigere che la copia della sentenza impugnata sia autenticata, ritenendo sufficiente, ad evitare la decadenza, il deposito di copia semplice.
Post di Alberto Antico – avvocato
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