Il Consiglio di Stato ricorda che il decreto di classificazione delle strade comunali deve essere effettuato dalla Regione, ma il Comune ha il compito di approvare la deliberazione di classificazione delle strade e il cd. Piano delle strade, laddove previsto (come nelle Regione Puglia).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto, applicando i principi del codice civile, ricorda le facoltà edificatorie che spettano al cd. soggetto preveniente che intende costruire per primo, il quale, come noto, detterà poi le distanze che il secondo soggetto dovrà rispettare allorquando vorrà costruire.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Pubblichiamo il testo dell'intervento dall'avvocato Dario Meneguzzo esposto al seminario organizzato in data 8 novembre 2023 dall'Ordine degli Avvocati di Padova.
Il particolare titolo del libro dell'avvocato Stefano Bigolaro è tratto da un passo di un'opera di William Shakespeare: “The first thing we do, let’s kill all the lawers”.
Ma il senso della frase non è quello che appare.
Nell’opera di Shakespeare, Enrico VI, è chi vuole impadronirsi con la violenza del potere a incitare all’omicidio di tutta la categoria degli avvocati come prima cosa da fare, in quanto gli avvocati sono (o, meglio, possono esserlo, se vogliono) un presidio di libertà e di tutela dei diritti delle persone contro la violenza e il sopruso dei potenti.
Segnaliamo che al Senato, in sede di conversione del decreto legge 145 del 2023 "Decreto anticipi", è stato presentato un emendamento che introdurrebbe alcune modifiche all’articolo 9-bis del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 che avrebbero l'effetto sostanziale di regolarizzare alcune difformità edilizie anteriori al 1977.
L'emendamento 4.0.4, a firma dei senatori Gelmetti, Mennuni, Liris (tutti e tre di Fratelli d'Italia) recita:
"Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:
«Articolo 4-bis.
1. All'articolo 9-bis del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, apportare le seguenti modificazioni:
a) Il comma 1.bis è sostituito dal seguente: «1-bis. Lo stato legittimo dell'immobile o dell'unità immobiliare è quello stabilito dal titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che ne ha legittimato la stessa e da quello che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio che ha interessato l'intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali. Per gli immobili risalenti ad epoca anteriore al 30 gennaio 1977 lo stato legittimo coincide con lo stato dei luoghi accertato in sopralluogo o ispezione da parte di funzionari comunali incaricati prima dell'avvenuto rilascio del certificato di agibilità. Per gli immobili realizzati in un'epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio o per gli immobili per i quali era necessario acquisire il titolo abilitativo edilizio ma l'amministrazione comunale non ha provveduto all'espletamento delle verifiche di agibilità, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto.
b) Dopo il comma 1-bis è aggiunto il seguente: «1-ter. Nell'osservanza del principio di certezza delle posizioni giuridiche e di tutela dell'affidamento dei privati, non si considerano violazioni edilizie rispetto al titolo abilitativo legittimamente rilasciato le parziali difformità, realizzate in corso d'opera, cui sia seguita, previo sopralluogo o ispezione da parte di funzionari pubblici incaricati e in data anteriore al 30 gennaio 1977, la certificazione di agibilità nelle forme previste dalla legge.».».".
.
Pubblichiamo il link a un articolo che ne parla, evidenziando anche i punti deboli e critici del testo proposto:
Il Consiglio di Stato, pur dando atto di contrapposti orientamenti, chiarisce perché il cd. silenzio assenso orizzontale tra P.A., ex art. 17 bis della l. n. 24/1990, si applica anche alle pratiche paesaggistiche oggetto del vaglio della SS.BB.AA. ex art. 146 del d.lgs. n. 42/2004.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Bolzano conferma la legittimità di un titolo edilizio subordinato al rispetto di determinate condizioni da parte del soggetto richiedente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto, con precipuo riferimento ad una procedura di SUAP, afferma che le valutazioni (positive) compiute dalla conferenza di servizi all’interno della prefata procedura, non vincolo affatto il Consiglio comunale che, quale organo deputato alla pianificazione del territorio, ha ampio margine per condividerle o meno, purché dia adeguata motivazione di ciò.
Post di Daniele Iselle
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Nel caso di specie, il ricorrente impugnava un permesso di costruire rilasciato ai sensi dell’art. 4 l.r. Veneto 55/2012, il quale era stato preceduto da una delibera del Consiglio comunale (non impugnata) che variava il P.I., approvando il progetto di cui al successivo PdC e imprimendo così all’area una specifica disciplina dotata di immediata efficacia conformativa, di cui il PdC impugnato costituisce mera attuazione.
Il TAR Veneto ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza d’interesse, per non aver impugnato anche la precedente delibera consiliare.
Quest’ultima, infatti, non ha natura endoprocedimentale, ma ha una sua propria autonoma efficacia provvedimentale, quale atto di pianificazione (cioè di variante speciale).
Post di Alberto Antico – avvocato
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La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 669-quaterdecies e 695 c.p.c., nella parte in cui non consentono di proporre il reclamo, previsto dall’art. 669-terdecies c.p.c., avverso il provvedimento che rigetta il ricorso per la nomina del consulente tecnico preventivo ai fini della composizione della lite, di cui all’art. 696-bis c.p.c.
Nel giudizio a quo, un cittadino ricorreva ex art. 696-bis c.p.c. per la nomina di un consulente tecnico per l’accertamento dei danni conseguenti ad un sinistro stradale, sull’assunto in base al quale la transazione intercorsa con la compagnia assicurativa non avrebbe tenuto conto dei danni neurologici che si erano manifestati in un momento successivo all’accordo. Il giudice dichiarava il ricorso inammissibile perché il danneggiato non avrebbe indicato la data di insorgenza della patologia sopravvenuta.
Il principio di uguaglianza e il diritto di difesa esigono la possibilità di proporre reclamo avverso detto provvedimento giudiziale di rigetto del ricorso.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il dott. Amos Brazzoli e l'avv. Giacomo Frigo, di Istituto Commercio Servizi Società Benefit srl, che sentitamente ringraziamo, ci inviano l'articolo sui compensi professionali che volentieri pubblichiamo.
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