Il TAR Veneto ha affermato che la valutazione di un possibile contrasto tra la normativa nazionale e quella comunitaria (inclusa quella sovraordinata della Carta dei Diritti Fondamentali di Nizza) è possibile solo se si tratta di materia disciplinata dal diritto europeo, il che esclude quella edilizia.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che in sede di esame delle domande di condono inerenti ad abusi su aree sottoposte a vincolo, presentate ai sensi della l. 47/1985, il parere espresso dall’Organo preposto alla tutela del vincolo ai sensi dell’art. 32 l. cit. ha natura obbligatoria e vincolante ai fini della definizione del procedimento di condono.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che l’ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive è sufficientemente motivata attraverso il riferimento ai fatti e alla violazione della disciplina urbanistico-edilizia rilevante, senza che sia necessaria una specifica motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale a emanare l’ordine repressivo, essendo tale interesse ravvisabile nella necessità di ripristinare la legalità violata. Anche il fatto che dalla realizzazione dell’abuso alla emanazione dell’ordinanza sia trascorso un notevole lasso di tempo non assume rilevanza, di regola, al fine di far sorgere un più ampio onere motivazionale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che la tardiva adozione del provvedimento di demolizione, cui è sottesa la mera inerzia della P.A., anche per un lasso di tempo considerevole, nell’esercizio di un potere/dovere volto alla tutela di rilevanti finalità di interesse pubblico, non è idonea a far divenire legittima l’edificazione sine titulo, sin dall’origine illegittima.
Inoltre, il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che l’adozione di un’ordinanza di demolizione non richiede, in quanto atto vincolato, la comunicazione di avvio del procedimento.
Più in generale e in ogni caso, la mancata comunicazione di avvio del procedimento non può determinare sic et simpliciter l’annullamento del provvedimento impugnato allorquando l’interessato sia venuto comunque a conoscenza dei fatti posti a fondamento del provvedimento sfavorevole ai suoi interessi ed abbia quindi avuto la possibilità di svolgere osservazioni e controdeduzioni.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha offerto utili principi in materia. In particolare, tale ipotesi di fiscalizzazione deve essere richiesta dal privato e non esiste un obbligo del Comune di verificarne l’applicabilità prima di procedere ad emanare un ordine di demolizione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che gli interventi edilizi effettuati su di un medesimo immobile devono essere valutati integralmente, non essendo possibile una visione atomistica delle opere eseguite, in quanto il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio deriva, non da ciascun intervento in sé considerato, ma dall’insieme dei lavori nel loro contestuale impatto edilizio.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’ordine di demolizione di un abuso edilizio è un atto vincolato e non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di questo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, non essendovi alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva che il mero decorso del tempo non sana.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Sardegna, in materia di concessioni demaniali marittime, ha affermato che per servizi analoghi non possono intendersi servizi identici, essendo necessario ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione, che possono scaturire solo dal confronto tra le prestazioni oggetto della procedura e le prestazioni oggetto dei servizi indicati dai concorrenti.
Allo scopo, la congruenza contenutistica che deve sussistere tra le risultanze documentali a comprova del requisito di capacità tecnico-professionale e l’oggetto dell’attività da affidare non deve tradursi in una perfetta ed assoluta sovrapponibilità fra tutte le componenti dei due termini di riferimento, ma va appurata secondo un criterio di rispondenza alla finalità di verifica della richiesta idoneità professionale e, quindi, in virtù di una considerazione non già atomistica e frazionata, bensì globale e complessiva delle prestazioni dedotte in contratto.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha affermato la tempestività della notifica di un ricorso al G.A. avvenuta il lunedì successivo alla scadenza del termine ultimo per la notifica che, però, cadeva in giorno di sabato (art. 52, co. 3 e 5 c.p.a.).
Post di Alberto Antico – avvocato
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