Approdi giurisprudenziali sulla sanatoria edilizia
Il T.A.R. Trento enuclea, in modo estremamente schematico e chiaro, gli approdi giurisprudenziali in materia di sanatorie edilizia.
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Il T.A.R. Trento enuclea, in modo estremamente schematico e chiaro, gli approdi giurisprudenziali in materia di sanatorie edilizia.
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Il T.A.R. Veneto afferma che gli approdi giurisprudenziali relativi al termine per iniziare i lavori e per poter chiedere la proroga degli stessi si applichino anche all’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.). che è a tutti gli effetti un titolo edilizio.
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Il TAR Napoli precisa che la trasformazione abusiva da sottotetto non abitabile ad abitazione costituisce passaggio tra categorie urbanistiche funzionalmente autonome e comporta la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso, per caratteristiche tipologiche e di utilizzazione, da quello oggetto del permesso di costruire, con conseguente riconducibilità dell’illecito commesso all’ipotesi, sanzionata dall’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, dell’intervento eseguito in totale difformità dal predetto titolo edilizio.
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Il TAR Campania precisa che le tettoie sono sottratte al regime concessorio solo quando sono di piccole dimensioni e hanno finalità di arredo o di riparo e protezione (anche da agenti atmosferici) dell'immobile cui accedono.
Negli altri casi, la loro realizzazione è configurabile come intervento di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'art. 3 comma 1, lett. d), d.P.R. n. 380 del 2001 (T.U. Edilizia), nella misura in cui realizza l'inserimento di nuovi elementi ed impianti ed è quindi subordinata ad regime del permesso di costruire, ai sensi dell'art. 10 comma 1, lett. c), dello stesso d.P.R. laddove comporti una modifica della sagoma o del prospetto del fabbricato cui accede”.
Il TAR esclude che nel caso in esame si tratti di un intervento pertinenziale.
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Con la pubblicazione dello schema di decreto su servizi pubblici locali e società pubbliche, attuativi della riforma Madia (legge n. 124 del 2015), prende avvio un complesso iter di riforma del settore.
Numerose sono le novità per gli enti locali sia per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi pubblici, sia relativamente alle partecipazioni detenute nelle società di capitali.
Il seminario di approfondimento organizzato dal Comune di Arzignano e Acque del Chiampo Spa, in collaborazione con Italiaius, intende approfondire gli aspetti rilevanti della riforma, con particolare riferimento agli adempimenti che gli enti locali saranno chiamati ad affrontare successivamente all’entrata in vigore delle norme.
Relatori: prof. GIUSEPPE PIPERATA, Università IUAV di Venezia; dott. TIZIANO TESSARO, Corte dei Conti di Venezia.
Il seminario è a partecipazione gratuita, ma è necessaria l'iscrizione.
L’art. 9, comma 2, del DPR 380/2001 stabilisce che nelle aree nelle quali non siano stati approvati gli strumenti urbanistici attuativi previsti dagli strumenti urbanistici generali come presupposto per l’edificazione, oltre agli interventi indicati al comma 1, lettera a) [e cioè… “a) gli interventi previsti dalle lettere a), b), e c) del primo comma dell'articolo 3 che riguardino singole unità immobiliari o parti di esse”], sono consentiti gli interventi di cui alla lettera d) del primo comma dell'articolo 3 del testo unico che riguardino singole unità immobiliari o parti di esse.
Il TAR Molise precisa che la semplice constatazione dell'aumento di superficie e di volumetria è sufficiente a rendere l'intervento edilizio non riconducibile al paradigma normativo della ristrutturazione.
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Il TAR Molise esamina gli orientamenti giurisprudenziali circa il presupposto del pericolo nella emanazione di ordinanze contingibili e urgenti.
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L'articolo 9, comma 1, lettera a) del DPR 380/2001 stabilisce che nei comuni con strumenti urbanistici non efficaci sono ammessi gli interventi edilizi fino alla ristrutturazione.
Il TAR Napoli ha ritenuto legittima una NTA del PRG più restrittiva, che esclude in questi casi la ristrutturazione edilizia.
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Il TAR Campania si occupa dei soggetti destinatari dell'ordinanza di demolizione degli abusi edilizi: non è corretto individuarli in base alle risultanze catastali, se risulta che è stato trascritto presso l'Agenzia del Territorio un titolo che indica come proprietari altri soggetti (in base a una sentenza di usucapione).
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Ai sensi dell’art. 39 R.D. 18 giugno 1931 n. 773, il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti, alle persone ritenute capaci di abusarne; parimenti, ai sensi degli articoli 11 e 43 R.D. 18 giugno 1931 n. 773, la licenza di porto d’armi può essere ricusata o ritirata dal Questore nei confronti di coloro che non danno affidamento di non abusare delle armi.
Una sentenza del TAR Molise precisa che anche episodi di modesto o di nessun rilievo criminale possono giustificare l'adozione di provvedimenti restrittivi o interdittivi dell'uso delle armi, allorché siano tali da ingenerare nell’Amministrazione anche il ragionevole dubbio che il detentore delle stesse ne possa abusare perché privo di un pieno autocontrollo.
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