Non si può impugnare il CDU
Il T.A.R. Milano spiega perché il Certificato di Destinazione Urbanistica non è un atto impugnabile.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Milano spiega perché il Certificato di Destinazione Urbanistica non è un atto impugnabile.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto spiega come coordinare una gara plurima, ovvero con più lotti da aggiudicare, con i presupposti del ricorso cumulativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Non avere riportato condanne penali in passato non costituisce di per sé condizione sufficiente per ottenere dal Questore il rilascio della licenza per il porto d’armi
Così ha stabilito il T.A.R. Calabria, sezione di Reggio Calabria, confermando la legittimità della decisione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza che ne aveva negato il rilascio a soggetto con la fedina penale pulita ma di cui si era accertato, in passato, l’esser stato trovato in possesso di sostanze psicotrope per uso personale, nonché sottoposto a controlli unitamente a “cattive compagnie” e l’esser figlio di un pregiudicato.
Post di Giorgio Nespoli - avvocato
Una sentenza del TAR Veneto precisa da quale momento scattano le misure di salvaguardia nel caso di variante al piano delgi interventi del comune, distinguendo a seconda del caso in cui deliberazione di approvazione della variante sia immediatamente esecutiva oppure no.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato Read more →
Il T.A.R. Milano, in una chiara sentenza, ricorda quando applicare l’art. 31 ovvero l’art. 34 del D.P.R. n. 380/2001, quando è necessario motivare attentamente l’ordine demolitorio e quando è doveroso indicare l’area di sedime che viene acquista al patrimonio disponibile del Comune in caso di inottemperanza.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato Read more →
L'ANCI Veneto ha organizzato per giovedì 16 marzo 2017 un convegno a Mirano sulle novità riguardanti i procedimenti e titoli edilizi, il piano casa, le fasce di rispetto cimiteriali e stradali e la sentenza della Corte Costituzionale in materia di distanze, con relatori l'avv. Stefano Bigolaro e l'avv. Alessandro Veronese, con il coordinamento dell'arch. Fiorenza Dal Zotto.
20170316-pianocasa-dlgs222-2016
Per i dettagli e le iscrizioni si possono consultare i seguenti link:
http://www.anciveneto.org/index.php/convegni/13861-seminario-di-approfondime https://goo.gl/forms/11VSdirsbCMujbuE3
Il T.A.R. ricorda che il giudizio di anomalia richiede una motivazione puntuale solo se ha esito negativo.
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A seguito dei nuovi poteri affidati all’Anac dalla riforma del Codice degli appalti, l’Autorità ha proceduto a una revisione generale del Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di contratti pubblici.
Approvato il 15 febbraio scorso, l’atto entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e mira a consentire un intervento tempestivo su questioni attinenti alla tutela della trasparenza, della concorrenza e della legittimità delle procedure di gara.
Fra le novità più significative rispetto al precedente Regolamento, tutte dettagliatamente descritte nella relazione che lo accompagna, va segnalata la cosiddetta “raccomandazione vincolante”.
Nei casi in cui l’istruttoria non viene archiviata, oppure se la stazione appaltante non si adegua alle indicazioni dell’Anac, possono essere infatti adottati quattro tipi di provvedimenti a conclusione del procedimento di vigilanza (art.12):
- un atto dirigenziale in caso di procedimento in forma semplificata;
- un atto con cui l’Autorità registra che la stazione appaltante ha adottato buone pratiche amministrative meritevoli di essere segnalate;
- un atto di raccomandazione oppure una raccomandazione vincolante.
Quest’ultima tipologia è adottata per le violazioni più gravi, che possono andare dai frazionamenti artificiosi agli affidamenti senza previa pubblicazione del bando in Gazzetta ufficiale.
A seguito di una raccomandazione vincolante (art. 22) l’Anac invita la stazione appaltante ad agire in autotutela annullando gli atti della procedura di gara affetti da vizi di legittimità e a rimuovere gli eventuali effetti.
Se entro 15 giorni la stazione appaltante non si adegua o non risponde alle richieste di informazioni, l’Autorità avvia un procedimento sanzionatorio.
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
Il T.A.R. Veneto afferma che il Comune può limitare gli orari di apertura anche delle sale da gioco già esistenti, e non solo quelle di nuova apertura, purché la limitazione imposta sia proporzionale.
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Il T.A.R. Veneto, in un’articolata sentenza, spiega perché il Comune può legittimamente limitare gli orari di apertura delle sale da gioco.
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