Una sentenza del TAR Reggio Calabria dispone la cancellazione di alcune frasi offensive contenute negli atti di un processo amministrativo.
Infatti il rimedio di cui all'art. 89 cpc è applicabile al processo amministrativo in forza del rinvio operato dall'art. 39 cpa.
La sentenza che decide la causa può inoltre assegnare alla persona offesa una somma a titolo di risarcimento del danno anche non patrimoniale sofferto, quando le espressioni offensive non riguardano l'oggetto della causa.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il Consiglio di Stato conferma, con alcune importanti precisazioni, una sentenza del TAR Veneto in materia di opere precarie, pubblicata su questo sito in data 9 maggio 2016.
Il Consiglio di Stato precisa che la disposizione dell’art. 6, comma 2, lett. b) del d.P.R. n. 380 del 2001 va interpretata nel senso che la CIL non basta per legittimare la permanenza di opere di trasformazione urbanistico –edilizia del territorio per un periodo di tempo superiore ai 90 giorni: qualora le esigenze temporanee perdurino oltre il termine suddetto, gli interessati dovranno munirsi di un idoneo titolo abilitativo.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il Consiglio di Stato ha respinto un appello nel quale l'appellante lamentava l’erroneità di una sentenza del TAR Veneto (pubblicata su questo sito in data 9 maggio 2016), nella parte in cui ha ritenuto irrilevante ai fini della legittimità del provvedimento impugnato che la relazione di esito sopralluogo in materia di abusi edilizi non sia stata sottoscritta anche dal coordinatore tecnico ma solo dal dirigente di settore.
Ad avviso dell’appellante tale circostanza avrebbe integrato una violazione degli artt. 4 e 5 della l. n. 241 del 1990 in quanto il parere di controllo di competenza del coordinatore tecnico sarebbe stato sottoscritto solo dal dirigente del Settore Urbanistica.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR Veneto assume una linea rigorosa nel caso in cui alla domanda di condono edilizio non sia stata allegata la documentazione fotografica.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. ricorda il riparto di giurisdizione con riferimento alle controversie di lavoro dei pubblici dipendenti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto ricorda che, non soltanto l’esclusione, ma anche l’ammissione di un altro concorrente deve essere tempestivamente impugnata nel termine di trenta giorni dalla sua conoscenza. Sul punto, inoltre, chiarisce quando la presenza di un rappresentante alla seduta che decreta l’ammissione altrui integra il formarsi della c.d. “piena conoscenza”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Come noto, l’articolo 30 comma 1 lett. a) del d.l. n. 69 del 2013, convertito in legge n. 98 del 2013, ha allargato il concetto di ristrutturazione, introducendo all’articolo 3 lett. d) del DPR 380/2001 l’inciso: “nonche' quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purche' sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente”.
Prima di allora, la Giurisprudenza riteneva che la ristrutturazione comprendesse solo interventi in cui la demolizione e fedele ricostruzione avvenissero contemporaneamente, mentre la nuova disposizione non richiede questo.
Secondo il TAR Pescara non rileva se la precedente demolizione sia avvenuta per ordine dell’Amministrazione o per volontà del proprietario e, sempre secondo il TAR, la nuova disposizione si applica anche agli edifici demoliti prima dell'entrata in vigore dell’articolo 30 comma 1 lett. a) del d.l. n. 69 del 2013, convertito in legge n. 98 del 2013.
La soluzione non convince, perchè sembra sfuggire al TAR che in questo modo sarebbe possibile ricostruire edifici demoliti, per esempio, 90 anni fa e non si capirebbe perchè il legislatore avrebbe potuto volere una cosa del genere.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. Veneto si sofferma sulla distinzione esistenti tra l’accesso ai documenti amministrativi previsto dalla L. n. 241/1990 e quello civico disciplinato dal D. Lgs. n. 33/2013.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R., nel delineare i noti principi in materia di repressione degli abusi edilizi, sembra sostenere l’assenza di un affidamento incolpevole del privato: la costruzione (abusiva) volontaria e contra legem, infatti, non può mai essere tutelata dall’ordinamento giuridico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. indica il metodo da seguire per individuare il soggetto proprietario di una strada. Nel caso di specie si discorreva se una strada fosse diventata comunale o meno.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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