Condizioni dell’azione innanzi al TSAP per i comitati
Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in tema di impugnazione di titoli abilitativi e di provvedimenti relativi alla risoluzione di interferenze infrastrutturali con corsi d’acqua, la legittimazione ad agire non può essere ricollegata automaticamente al solo requisito della vicinitas (ovvero alla mera vicinanza territoriale o alla proprietà di fondi confinanti), occorrendo invece che il ricorrente assolva all’onere di allegare e dimostrare la sussistenza di un interesse al ricorso concreto e attuale, inteso come specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato alla propria sfera giuridica individuale o alla vivibilità dell’area.
Tale principio trova applicazione anche con riferimento ai comitati spontanei e alle associazioni di cittadini, la cui legittimazione è subordinata non solo alla produzione dello statuto - necessario per verificare che la protezione dell’interesse ambientale o territoriale sia scopo istituzionale dell’ente - ma anche alla prova di una consistenza organizzativa adeguata, di una rappresentatività effettiva e di un collegamento stabile e protratto nel tempo con il territorio interessato dall’opera, con la conseguenza che, in difetto di puntuali allegazioni di fatto circa l’impatto specifico dell’intervento, l’azione è inammissibile, poiché configurante una surrettizia azione popolare finalizzata al mero controllo della legalità astratta dell’azione amministrativa.
Post di Alberto Antico – avvocato

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